Con un fatturato annuo combinato di oltre 330 miliardi di dollari, l’alta gioielleria e gli orologi premium e ultra-lusso sono una parte importante dell’economia del lusso globale. Tuttavia, la pandemia ha portato ad una contrazione delle entrate rispettivamente del 10-15% e del 25-30 per cento. A dirlo è il nuovo report di McKinsey dal titolo “State of Fashion: Watches and Jewellery”, che fornisce una overview del settore, riflettendo sul periodo 2019-2025.
Nei prossimi anni, la multinazionale di consulenza strategica prevede che questi due segmenti si riprenderanno. In particolare, stima un aumento della domanda da parte dei consumatori più giovani, nonché nei mercati nazionali, a causa delle continue restrizioni sui viaggi internazionali e dell’aumento delle zone duty-free nazionali in Cina. L’Asia rappresenta il 45% delle vendite globali di gioielleria e il 50% per gli orologi, e si pensa che qui le vendite siano destinate a espandersi ulteriormente, dal 10% al 14% per quanto riguarda l’alta gioielleria e fino al 4% l’anno per quanto riguarda gli orologi, con la Cina in testa.
Per quanto riguarda il segmento dell’alta gioielleria, si prevede un futuro caratterizzato da una presenza maggiore dei brand, più digitale e più sostenibilità. Tra il 2019 e il 2025, l’alta gioielleria di marca è destinata a crescere a un tasso annuale (Cagr) dell’8-12%, cioè una crescita circa tre volte più veloce del mercato totale. Tre sono i cambiamenti principali che interesseranno il settore: il primo è la digitalizzazione, con vendite globali online che potrebbero aumentare dal 13% al 21% (i consumatori si aspettano di avere online lo stesso livello di servizio clienti e attenzione ai dettagli che sperimentano nei negozi, e con circa l’80% degli acquisti nel 2025 ancora effettuati negli store fisici, sarà fondamentale un’esperienza senza soluzione di continuità tra i canali); il secondo aspetto è che i marchi del lusso sono in aumento (i gioielli di marca raggiungeranno il 25-30% del mercato nel 2025 e sul tavolo ci sono dagli 80 ai 100 miliardi di dollari); il terzo cambiamento, entro il 2025, stima che dal 20 al 30% delle vendite globali di gioielli sarà influenzato da consumatori orientati alla sostenibilità.
Relativamente agli orologi premium e ultra-lusso, invece, McKinsey si aspetta un tasso di crescita relativamente più lento, dall’1 al 3% annuo tra il 2019 e il 2025. Anche in questo caso, sono attesi tre cambiamenti principali: la rivoluzione della vendita al dettaglio (2,4 miliardi di dollari di ricavi annuali dovrebbero essere trasferiti dai rivenditori multimarca ai brand entro il 2025); il mercato degli orologi di seconda mano è destinato a diventare il segmento in più rapida crescita del settore, raggiungendo dai 29 ai 32 miliardi di dollari di vendite entro il 2025; un miiddle-market ridotto: tra l’intensa concorrenza di player nativi digitali, marchi di moda e la categoria degli smartwatch in rapida crescita, il mercato di fascia media degli orologi tradizionali è sottoposto a crescenti pressioni. Molti dei clienti del segmento, nel frattempo, si stanno orientando verso il segmento del lusso. Se non reagiscono, McKinsey prevede che i tradizionali marchi di fascia media possano diminuire i propri ricavi di 2,5 miliardi di dollari entro il 2025.



