Bmb Manifattura Borse ha acquisito il 95% del trapuntificio Il Giglio, mentre il 5% rimane al fondatore Stefano Teri che mantiene anche responsabilità operative in azienda. L’obiettivo, sottolinea Bmb, è perseguire strategie di consolidamento e rafforzamento della propria filiera industriale nell’ambito di una visione progettuale di lungo termine.
Il Giglio, che conta collaborazioni con brand del lusso e pelletterie del distretto di Scandicci, conserverà la propria autonomia operativa e gestionale “pur avvalendosi del supporto dell’organizzazione” della controllante, fondata a Firenze nel 1968. La combinazione del know how delle due aziende, secondo Bmb, permetterà di offrire al mercato “un parco tecnologico ampliato e moderno, oltre a una vasta gamma di lavorazioni altamente qualificate”. Una scelta imprenditoriale che, si legge nella nota, pone “qualità e innovazione come condizioni indispensabili di crescita, esaltando il valore delle filiere del made in Italy e del capitale umano, espressione di eccellenza e creatività, scommettendo sulle qualità del distretto di Scandicci e del capitale umano”.
Passata nel 2013 al fondo tedesco Hadler, Bmb è tornata italiana a inizio 2019 grazie all’acquisizione del capitale societario da parte del suo management, con in testa l’AD Anton Magnani, che ha rilevato il 57,5% del capitale. L’azienda ha archiviato il 2020 con un fatturato pari a 19,1 milioni di euro, contenendo la flessione al -17% rispetto ai 24 milioni registrati nel 2019, con un margine operativo lordo (ebitda) e un risultato netto positivi. Quest’anno, dichiara l’amministratore delegato, è previsto il ritorno ai livelli pre-Covid, superando i 24 milioni di ricavi. L’obiettivo ora è far crescere anche ‘Il Giglio’, che ha chiuso il 2020 con 600mila euro di ricavi, puntando a oltrepassare i due milioni di fatturato nel giro di tre anni.



