Ieri si è spenta Raffaella Carrà, volto storico della televisione italiana e artista internazionale conosciuta in tutto il mondo. Showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice. Nata a Bologna nel 1943, ha contribuito all’emancipazione femminile attraverso la conduzione di programmi entrati di diritto nella memoria di milioni di italiani, da ‘Fantastico’ a ‘Pronto, Raffaella?’ fino a ‘Carràmba! Che fortuna’ e all’ultimo ‘A raccontare comincia tu’, andato in onda su Rai 3 nel 2019. Innumerevoli i suoi successi musicali, hit come ‘Fiesta’, ‘Tuca tuca’, ‘Rumore’ e ‘A far l’amore comincia tu’, scelto da Paolo Sorrentino per il film premio Oscar ‘La grande bellezza’.
Raffaella Carrà è stata un’icona di stile riconosciuta da fashion designer e registi come Pedro Almodòvar, i suoi costumi di scena hanno forgiato performance indimenticabili. Abiti ricchi di paillettes e lustrini che, insieme all’immancabile caschetto biondo, hanno caratterizzato tutta la sua carriera rendendola riconoscibile in tutto il mondo, la notizia della sua scomparsa è stata infatti subito dai principali media di Spagna e America Latina. Nel 2018 Altaroma aveva allestito la mostra ‘Iconoclasti’, un percorso espositivo mirato allo studio dello stile e dei costumi della celebre artista. Tanti gli stilisti che le hanno dedicato pensieri e immagini attraverso i social network, a partire da Alessandro Michele, Pierpaolo Piccioli, Fausto Puglisi, Margherita Maccapani Missoni.
A dare l’annuncio della sua scomparsa l’ex compagno e amico Sergio Iapino: “Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre unendosi al dolore degli adorati nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti”. L’artista era da qualche tempo vittima di una malattia: “Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”.



