Cosa accadrà a Missoni dopo l’addio alla direzione creativa di Angela Missoni? La designer ha lasciato le redini stilistiche della maison, fondata dai genitori Ottavio e Rosita, al suo storico assistente Alberto Caliri, ma la presenza della famiglia resta imprescindibile per definire le strategie del brand. “Missoni è un’azienda che ha più di 70 anni ed è pronta a voltare pagina iniziando il terzo ciclo della sua storia”, spiega a Pambianco Magazine il CEO Livio Proli. “Il primo si è completato nel 1997 con il passaggio di consegne dei fondatori ai tre figli Angela, Vittorio e Luca. Angela e Luca, dopo la scomparsa di Vittorio, hanno gestito il secondo ciclo fino al 2020, poi è arrivata la pandemia che come in tante aziende ha creato un momento di grande confronto e analisi. Guardando avanti si è cercato di capire come il nuovo corso potesse essere delineato in maniera sostenibile e durevole”.
Il manager guida da un anno l’azienda di Sumirago, la cui quota di maggioranza resta saldamente nelle mani della famiglia, mentre Fsi (Fondo Strategico Italiano) detiene il controllo del 41,2 per cento. Missoni ha chiuso il 2019 a quota 110 milioni di euro e, a causa del Covid, ha visto calare il fatturato 2020 del 33%, ma, rivela Proli a Pambianconews, il Q1 2021 segna già + 20,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Siamo andati a toccare tutti gli elementi portanti di un marchio partendo dalla valutazione della direzione creativa. Sia Angela sia i soci hanno capito che rispetto allo scenario attuale e alla nuova audience di consumatrici e consumatori è necessaria una forza creativa più energica. Lei con grande coraggio e intelligenza ha fatto un passo indietro. La collezione cruise 2022 è già stata ideata da Alberto Caliri mentre il debutto in passerella è previsto a settembre durante i giorni di Milano Moda Donna con le proposte primavera/estate 2022. Caliri è una garanzia di continuità perché ha già lavorato 15 anni con Angela, ora sta applicando la sua visione, diversa ma in sintonia con il dna del brand”.
Come dovrebbe cambiare lo stile di Missoni?
Puntiamo a un’evoluzione nella continuità. Non vorremmo solo una collezione giusta per le clienti esistenti, ma cercheremo di dialogare con le millennial, poiché assistiamo a un ampliamento del target anagrafico delle consumatrici. Occorre preservare lo zoccolo duro di clienti leali appassionate del marchio approcciando anche le più giovani. È inoltre necessario offrire delle proposte che in passato abbiamo sviluppato meno, come il daywear. Siamo sempre molto apprezzati per gli abiti da sera, e il beachwear funziona bene, ma non basta, dobbiamo dare di più. Il menswear va ripensato perché negli ultimi 10 anni si è un po’ assopito e dobbiamo rilanciare subito fino ad arrivare magari, tra qualche stagione, a rieditare il marchio Missoni Sport che ora è una componente di prodotti sportswear nella collezione fashion, ma che in futuro, quando riterremo che i tempi siano maturi, potrebbe tornare.
Come state riorganizzando l’azienda?
Tutta la comunicazione è sviluppata da un nuovo team marketing interno con grande vocazione digital a cui si affianca un’agenzia creativa esterna. A livello media abbiamo due agenzie specializzate per la pianificazione. L’azienda sta passando da un modello padronale familiare a un modello manageriale dove più che mai stiamo cercando di aprirci al confronto con l’esterno. Siamo convinti di non tradire il marchio perché l’heritage è così radicato dentro di noi da non avere paura di confrontarci col mondo. Ci stiamo inoltre insediando nella nuova sede milanese. Non siamo più presenti negli uffici dislocati in via Salvini, via Amedei e viale Elvezia; a 300 metri dallo storico showroom di via Solferino c’è ora il nuovo headquarter di via San Marco, 1.550 mq di uffici dove saremo una squadra unita. Sumirago resta sempre sempre il centro della produzione implementativa mentre la ricerca creativa e il confronto con gli altri, i reparti marketing e sale hanno casa a Milano.
In che modo la famiglia Missoni è presente in azienda?
Angela resta presidente del cda e Rosita Missoni è a capo di MissoniHome che nel Q1 2021 ha segnato un aumento del 43 per cento. Giacomo Missoni (figlio di Vittorio, ndr) è presidente e AD della filiale americana con il compito di rilanciare il business negli Stati Uniti dove la brand awareness è molto forte, siamo già stati oggetto di grande interesse da parte di player, department store e investitori. Suo fratello Ottavio gestisce tutto ciò che ruota intorno alla sostenibilità, un piano ad alto raggio che nel giro di 2 anni ci porterà ad ottenere la certificazione B Corp. Nel frattempo abbiamo attivato i progetti di sostenibilità per la supply chain, per il packaging, la ridefinizione degli ambienti di lavoro e i negozi. Luca è fondamentale in quanto autore e manutentore dell’archivio Missoni, un patrimonio che verrà presto esposto in uno spazio di 1.500 mq vicino Sumirago. Luca sarà inoltre l’elemento di riferimento per ‘Missoni Lab’ che partirà a settembre con 5 giovani designer iscritti al Politecnico di Milano o al Polimonda.
Come si svilupperà il retail della griffe?
Finalmente stiamo per entrare per la prima volta nel mercato cinese. A gennaio abbiamo aperto la prima filiale, ad ottobre arriverà il primo negozio di proprietà a Shanghai, utile per farci notare, attrarre clienti e investitori. Nel 2022 arriverà il secondo negozio e sarà a Pechino. Attualmente, Missoni conta 20 store monobrand, pensiamo di poter arrivare a 46 alla fine del 2025, aprendo negli Stati Uniti, in Europa, Middle East e Apac. Abbiamo concordato con gli azionisti un piano di rilancio all’insegna della qualità, della crescita sostenibile, con passo giusto, non dobbiamo costruire castelli di carta, ma un progetto solido di consistenza.
Ci sono progetti per implementare la presenza online?
Nel Q1 2020, l’e-commerce è aumentato del 54% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Con Missoni.com pensiamo di arrivare a 7 milioni nel 2021. Includendo anche e-tailer come Net-a-Porter, MyTheresa e Farfetch potremmo superare i 15 milioni. Nelle piattaforme online il beachwear e i nostri abiti da sera funzionano benissimo.
Negli ultimi anni Missoni ha dato vita ad alcune partnership, ad esempio con brand quali Havaianas e Adidas. Sono previste nuove collaborazioni?
Missoni è una community fondata sui codici valoriali ed estetici di Ottavio e di Rosita, ben custoditi nella successione familiare: è un mondo aperto dove diamo il benvenuto a tutti coloro che amano la creatività come strumento per abbellire il vivere quotidiano. A partire da oggi sarà disponibile una capsule con Palm Angels, brand in ascesa con cui siamo certi di trovare questa filosofia. Pochi giorni fa abbiamo lanciato inoltre una collaborazione con Acbc, un partner che vive la propria attività d’impresa nel rispetto autentico e totalizzante dei valori di sostenibilità. Lavorando insieme con grande entusiasmo abbiamo spaziato senza limiti nella ricerca della migliore armonia tra gli stilemi di Missoni e la tecnologia eco-friendly di calzature made in Italy che riflettono la nostra costante sensibilità verso i valori di bellezza, di stile e di qualità.



