Segnali di ripartenza del mercato, dalla quinta edizione dell’Indagine campionaria elaborata per Federorafi dal Centro Studi di Confindustria Moda. Il report è focalizzato sull’evoluzione congiunturale che ha interessato le aziende del settore dei preziosi nel periodo gennaio-marzo 2021.
Nel Q1 dell’anno in corso, il 24% del panel di aziende presenta un fatturato in crescita rispetto ai livelli del primo trimestre del 2020.”Tra queste – specifica Federorafi -, un 10% cresce oltre il 20%; un 5% sperimenta un aumento tra il 10% e il 20% e ancora un 5% tra il 5% e il 10 per cento. Infine, il 4% registra una variazione positiva compresa tra l’1% e il 5 per cento. Il 22% del campione, invece, mostra vendite invariate rispetto ai primi tre mesi del 2020″.
Resta, tuttavia, prevalente la quota del campione ancora interessata da contrazioni del fatturato, ma nella misura del 54% (quota, quindi, ben più contenuta rispetto all’incidenza registrata nelle rilevazioni precedenti, 89% nell’anno 2020).
La flessione del fatturato trimestrale globale risulta, pertanto, pari all’11,6 per cento. La dinamica registrata ‘a consuntivo’ è meno intensa rispetto alla previsione del -16%, che le aziende avevano formulato in occasione della rilevazione di gennaio.
Nel primo trimestre 2021 la quota di aziende a campione che ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali passa al 51%, in lieve calo, dunque, rispetto a quanto emerso nella rilevazione precedente (56% nel quarto trimestre 2020). Guardando al secondo quarter, il 49%delle aziende in esame prevede di far ricorso ancora alla Cig, percentuale in debole contrazione, dunque, rispetto a quanto registrato nel gennaio-marzo 2021.
Alla data della rilevazione, la metà circa del campione (48%) segnala un certo “risveglio” del mercato estero con riferimento ad alcuni Paesi-partner strategici, che si stanno dimostrando più dinamici in questo periodo. Tra questi, si collocano ai primi posti (per il maggior numero di segnalazioni da parte delle aziende) Stati Uniti, Francia, Emirati Arabi/Qatar.
Per il 75% delle aziende, le materie prime stanno sperimentando degli aumenti di prezzo. “Come noto, del resto le quotazioni non solo dell’oro ma anche degli altri metalli preziosi hanno evidenziato intensi rincari per larga parte del 2020. Le aziende a campione citano infatti esplicitamente oro, rodio, palladio e argento, come principali materie prime oggetto di aumento”, conferma la nota.
Quanto invece alle strategie su cui i diversi player stanno puntando per rispondere alle sfide del mercato, al primo posto viene citato lo “sviluppo del canale on-line”; seguono la “razionalizzazione dei costi” e la “ricerca di nuovi mercati”.
Per il secondo trimestre 2021 le aziende a campione – nel 45% dei casi – si attendono una crescita del fatturato rispetto al medesimo periodo del 2020, il 28% prevede una stabilità sui livelli dell’aprile-giugno 2020, mentre il 27% teme una flessione.
“Indagando più specificatamente il sentiment delle aziende circa l’evoluzione della congiuntura, un buon 25% prospetta un inizio di ripresa già nella primavera 2021. Un ampio segmento (pari al 59%) colloca l’inizio della ripresa tra l’autunno 2021 e la primavera 2022. Da ultimo, non manca chi ipotizza tempi ancora più lunghi: a partire dall’autunno 2022, per il 10% dei rispondenti, e non prima del 2023 per il restante 6 per cento.



