Non sarà certo la prossima Cina, i numeri e la densità di popolazione non giocano a suo favore, ma anche l’Australia potrebbe rappresentare uno dei prossimi Paesi da tenere d’occhio come hotspot delle vendite (fisiche) di lusso. Qui ancora la penetrazione digitale è piuttosto bassa ( la spesa per l’e-commerce non alimentare al dettaglio ha rappresentato il 14,1% della spesa nel marzo 2021, rispetto al 32,4% nel Regno Unito nello stesso mese, segnala Vogue Business) e le limitazioni agli spostamenti all’estero da parte degli australiani, tradizionalmente propensi alla celebrazione degli eventi e quindi alla spesa, sono due elementi che giocano a favore dell’incremento delle vendite fisiche di lusso nel Paese.
I dati lo confermano. Secondo quanto riportata la testata, ad aprile la fiducia dei consumatori ha raggiunto i livelli più alti dall’agosto 2010, con il sentiment dei consumatori del Westpac-Melbourne Institute che ha registrato un aumento del 6,2% rispetto a marzo. Il settore del lusso australiano, sebbene sia ancora relativamente piccolo a livello globale, ha avuto un andamento positivo. I dati IbisWorld prevedono un aumento delle vendite annuali di beni di lusso 2,4% all’anno fino a raggiungere i 4,5 miliardi di dollari australiani nel 2026, grazie all’aumento del sentiment dei consumatori locali e del reddito disponibile delle famiglie.
Non è un caso, quindi, che molte realtà del lusso abbiano guardato al Paese per incrementare la loro presenza fisica. Secondo la testata, ci sono circa 25 progetti di lusso che hanno aperto o apriranno nel quartiere centrale degli affari di Sydney tra il 2019 e il 2022. Hermès ha aperto un flagship a Sydney nel giugno 2020, mentre Saint Laurent ha aggiunto un negozio a Melbourne a dicembre. Gucci ha aperto nella QueensPlaza di Brisbane lo scorso febbraio, e Rolex ha aggiunto il suo negozio più grande dell’emisfero australe in Pitt Street a Sydney. Inoltre, sarebbero previsti nuovi punti vendita anche di Balenciaga (a QueensPlaza, Brisbane), Mulberry e Ralph Lauren Collection a Victoria’s Chadstone, così come per Bally, Chanel, Dolce & Gabbana e Valentino a Sydney.



