The Beauty Effect, analizzato da AdKaora, vede la cosmetica nel 2021 come un mercato tra resilienza e trasformazione.
Quando si parla di bellezza non tutti sanno che il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica in Europa, quindi il comparto rappresenta una delle eccellenze italiane, non solo per il mercato interno, ma anche estero, e fino al 2019 era in evidente buona salute, ma a distanza di un anno dall’inizio della pandemia, è innegabile che ci siano state ripercussioni sulla parte economica e sulle pesanti trasformazioni, che in parte erano già in atto e che poi hanno investito il settore, obbligandolo ad affrontarle da un lato per rispettare le normative, dall’altro per andare incontro a una nuova attitudine da parte dei consumatori verso nuove modalità di acquisto e verso nuove abitudini di consumo.
AdKaora ha indagato come sono cambiati i bisogni relativi ai prodotti cosmetici e quanto abbiano trasformato le abitudini d’acquisto, il rapporto con il punto vendita fisico e l’efficacia della pubblicità, grazie alla pluriennale conoscenza del mercato e i suoi strumenti di analisi della pedonalità e survey su abitudini e comportamento dei consumatori, nonché pubblicitari.
Nel 2020, il consumatore sembra aver avvalorato la teoria alla base del famoso “lipstick effect” anche se con forma diversa, adattandosi anch’essa agli effetti del Covid-19, ma sembra resistere nella sostanza: di fronte a una crisi economica, i consumatori sono più disposti ad acquistare beni di lusso meno costosi, per indulgere in un piccolo piacere, che faccia dimenticare loro per un attimo i problemi finanziari.
Anche il settore ci ha messo del suo, confermando la sua resilienza e propensione all’anti ciclicità, infatti, già a fine 2020 i numeri raccontavano uno scatto maggiore verso la ripresa rispetto ad altri settori del made in Italy, una capacità d’adattamento più veloce alle nuove realtà imposte dalla pandemia e una fiducia degli operatori nel futuro.
È possibile leggere l’intera analisi qui, per approfondire dati e suggerimenti, ma emergono chiaramente quattro punti:
Resilienza e nuovi bisogni
La cosmetica può ancora definirsi un settore salvagente, che resiste più di altri ai duri contraccolpi dell’attualità, ma la chiave della ripresa passa attraverso la consapevolezza che i bisogni dei consumatori sono cambiati e che occorre agire velocemente su bisogni primari, secondari specifici, mutati e dormienti.
Il ritorno ai negozi fisici
I consumatori sono tornati nei punti vendita fisici, non appena è stato possibile, infatti nel complesso il primo trimestre del 2021 ha un delta positivo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in termini di visite: +69% e +18%, se escludiamo marzo, mese in cui è iniziato il primo lockdown. Occorre, però, considerare da un lato le peculiarità dei canali distributivi e di vendita dall’altro le differenze a livello territoriale.
Be active, make a stand
Il repentino cambio delle abitudini di acquisto ha generato una serie di nuovi comportamenti, che sicuramente si consolideranno in futuro: il prezzo, seppur importante, è meno determinante degli attributi del prodotto e dei valori di cui è portavoce il marchio, in questo momento sapere quali sono le leve di comunicazione su cui puntare può fare veramente la differenza.
Trasformazioni e opportunità
In un contesto come quello che abbiamo approfonditamente raccontato nella ricerca, secondo AdKaora, i marchi stanno riprendendo a investire in comunicazione, ma con un approccio rinnovato e ci sono alcuni i must have da tenere a mente per non perdere la giusta direzione.
Questo settore tornerà ad avere un segno positivo e a risplendere come punto di forza del made in Italy, perché all’interno di un contesto denso di cambiamenti, ci sono delle opportunità per chi saprà non solo vederle, ma coglierle.
Scarica l’analisi completa qui, per leggere i dettagli riguardo a ciascun punto e i suggerimenti per affrontarli.



