Alle prossime Olimpiadi di Tokyo, in programma dal 23 luglio all’8 agosto, gli atleti non potranno esprimersi con gesti o altre forme di protesta sul podio, durante le gare o nelle cerimonie ufficiali: lo ha ribadito il Comitato olimpico internazionale (Cio).
Come annunciato lo scorso aprile, oltre due terzi dei 3.547 sportivi che sono stati interpellati sull’argomento si sono espressi in questa direzione, secondo il Cio. “La maggior parte degli atleti non pensa che sia appropriato per gli sportivi esprimere il proprio punto di vista durante la cerimonia di apertura, sul podio e durante le gare”, spiega una nota, mentre considera giusto che lo facciano “nei media, durante le conferenze stampa e nelle zone miste”. La raccomandazione fa seguito alla richiesta di ammorbidire la regola della carta olimpica che proibisce “qualsiasi manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale” sui siti dei giochi, anche se non è ancora stato stabilito con quali sanzioni.
Tra le altre raccomandazioni adottate dal Comitato, il giuramento olimpico sarà adattato per promettere coesione e non discriminazione e agli atleti verrà fornito abbigliamento contrassegnato da parole come “pace”, “solidarietà” e “uguaglianza”.



