Il Covid-19 pesa sulle entrate di Associated British Foods, controllante di Primark, che accusa proprio lo stop della sua insegna retail. Il gruppo britannico ha realizzato un profitto ante imposte (statutory profit before tax) di 275 milioni di sterline (poco meno di 320 milioni di euro) nelle 24 settimane terminate il 27 febbraio, che si confronta con i 298 milioni di sterline dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile adjusted al netto delle tasse (adusted profit before tax) ha perso il 50% a 319 milioni di sterline. I ricavi sono scesi da 7,65 miliardi a 6,31 miliardi di sterline, in gran parte per via del calo delle vendite causato della chiusura dei negozi Primark prevista dalle norme per il contenimento della pandemia.
“Infatti – si legge su Market Watch – il retailer di moda ha visto andare in fumo 1,1 miliardi di vendite nella prima parte del suo esercizio fiscale, confrontato con lo scorso anno, con un calo del 15% like-for-like anche dopo il reopening, dovuto a un minore afflusso di persone nei negozi”.
Associated British Foods ha dichiarato che prevede ulteriori 700 milioni di sterline di vendite perse nella seconda metà dell’esercizio. La società aveva avvertito, il 25 febbraio scorso, che Primark avrebbe subito una perdita di ricavi di 1,1 miliardi di sterline nel primo semestre e di ulteriori 480 milioni nella seconda metà dell’anno, sempre a causa della pandemia.



