Non esistono solo New York e la West Coast. Il Council of Fashion Designers of America ha deciso di attuare un piano di democratizzazione della moda statunitense chiamato ‘Connects’. In nuovo progetto dà vita a un programma di networking a supporto delle iniziative regionali di ciascuno Stato, dando quindi risalto non solo alla fashion week della Grande Mela o agli eventi allestiti in California’.
“Osservando l’evoluzione del settore è chiaro che sia diventato molto più esteso rispetto alle due coste. Le organizzazione locali legate alla moda rappresentato talenti nelle comunità che non dovrebbero sfuggire al nostro radar”, ha spiegato a Wwd Steven Kolb, CEO del Cfda. Proprio per questo l’ente andrà a sostenere fashion week locali, incubatoi e hub manifatturieri provenienti da ogni parte del territorio statunitense come le settimane della moda di Miami, Philadelphia e Atlanta oppure il Saint Louis Fashion Fund a il Texas Fashion Industry Initiative. Manifestazioni e attività regionali o cittadine potranno usufruire di programmi di educazione e webinar, il Cfda lavorerà a stretto contatto con gli emergenti affinché abbiano maggiore visibilità, ad esempio attraverso la piattaforma Runway360, motore principale delle recenti Nyfw in chiave digital.
“Sabbiamo cosa significhi trasferirsi a New York, iniziare un’attività lì o a Los Angeles, è difficile. L’ingresso a scuole come Parsons, Fit o Otis non è aperto a tutti. Nel settore moda spesso tutto parte dai rapporti. ‘Connects’, appunto, crea delle relazioni tra le organizzazioni per aiutare a enfatizzare i designer. Avvisterà nuovi talento nel nostro radar, sicuramente di tipo diverso e che altrimenti non ne avrebbero la possibilità”, ha spiegato Kolb facendo anche riferimento alle comunità black. “Ciò ci permetterà di riconoscere che la creatività esiste in ogni parte del Paese”, ha concluso il manager.



