La Cina fa brillare i primi sei mesi dell’esercizio fiscale di Fast Retailing. E proprio anche grazie all’andamento positivo del mercato asiatico, in occasione della presentazione dei dati semestrali chiusi il 28 febbraio, il proprietario di Uniqlo ha alzato le stime per l’intero fiscal year.
Nel primo semestre l’utile operativo è lievitato del 22,9% a 167,9 miliardi di yen (1,29 miliardi di euro) a fronte di ricavi in leggero calo (-0,5%) a 1.202,8 miliardi di yen, pari a circa 9,25 miliardi di euro, performance dovuta principalmente alle restrizioni e alle chiusure dei negozi causa Covid. L’aumento dei profitti, spiega la società, è attribuibile principalmente alle performance di Uniqlo in Giappone e nella Greather Cina, con entrate aumentate del 6,2% e l’utile operativo schizzato del 36,6%.
“Le vendite e i profitti in Cina hanno superato le nostre previsioni”, spiega il direttore finanziario Takeshi Okazaki in una nota di Reuters. “La redditività è aumentata perché siamo stati in grado di limitare gli sconti mentre cercavamo di migliorare il valore e il marchio del nostro prodotto”. Il gruppo prevede oggi un giro d’affari di 2.210 miliardi di yen (17 miliardi di euro) per l’esercizio iniziato il 1° settembre scorso, contro una precedente stima di 2.200 miliardi di yen, in crescita del 10% rispetto all’anno fiscale 2019/20. L’utile operativo dovrebbe attestarsi a 255 miliardi di yen (anziché 245 miliardi), registrando un balzo del 70,7% rispetto all’esercizio precedente.



