Anche il gruppo americano Pvh accusa l’impatto del Covid-19 sul proprio bilancio annuale. Nel 2020, la controllante, tra gli altri, di Tommy Hilfiger e Calvin Klein, ha registrato ricavi per 7,13 miliardi di dollari (poco più di 6 miliardi di euro), in calo del 28 per cento. Guardando ai singoli brand, Tommy Hilfiger ha perso 23 punti percentuali, mentre Calvin Klein e Heritage Brands hanno perso, rispettivamente, il 28% e il 44 per cento.
La perdita annuale, pre-interessi e pre-tasse, su base non-GAAP, è stata di 37 milioni e si confronta con un utile (sempre al netto di tasse e interessi) di 931 milioni nel 2019 (su base GAAP nel 2020 il rosso è stato di oltre 1 miliardo di dollari, contro il profitto di 559 milioni dell’anno precedente).
Nel solo Q4 (dati al 31 gennaio 2021), il giro d’affari di Pvh è sceso del 20% a 2,09 miliardi, sotto le attese del consensus Zacks (2,12 miliardi). Nel periodo la flessione di Tommy Hilfiger è stata del 16%, mentre Calvin Klein ha evidenziato un -17 per cento.
In controtendenza i dati che riguardano l’e-commerce: “I ricavi dei canali digitali – si legge nella nota di Pvh – sono cresciuti del 57% nel quarto trimestre e del 43% nell’intero anno. Nei canali a gestione diretta (directly operated digital commerce businesses) le vendite sono aumentate del 68% nel Q4 e del 69% nel full year”. L’incidenza dell’e-commerce, fa sapere sempre Pvh, è “raddoppiata nel 2020 rispetto al 2019”.
Pvh ha fornito la guidance per il 2021, nonostante la significativa incertezza dovuta alla pandemia a livello globale. L’outlook (che al momento non contempla nuove chiusure di negozi, nuovi blocchi o estensioni dei blocchi attuali oltre a quanto già noto) potrebbe dunque subire cambiamenti e aggiornamenti. Nell’anno in corso il giro d’affari dovrebbe crescere tra il 22% e il 24 per cento.



