Leam, storico luxury multibrand di Roma, conclude l’imponente opera di restyling, iniziata con la ristrutturazione del palazzo donna di 600 metri quadrati nel 2019, e riapre con un’immagine del tutto rinnovata anche il mega store dedicato all’uomo. Quest’ultimo ha una superficie di 600 metri quadrati e, grazie a una spettacolare scala, crea un trait d’union tra i due edifici adiacenti.
“Il risultato dell’impegnativo percorso progettuale è la manifestazione fisica della cultura e delle origini di Leam. Un concetto di store che mancava a Roma. Non ci poteva essere modo migliore per festeggiare il traguardo dei nostri 70 anni, da quando mio papà Lello Amati ha fondato, nel 1950, il primo punto vendita di abbigliamento maschile, proprio al 26 di via Appia Nuova”, ha spiegato Gianni Amati, alla guida di Leam.

“Di strada, da allora, ne abbiamo fatta: dalla prima vetrina siamo passati alle attuali dieci, con una superficie complessiva di 2mila metri quadrati, considerando anche gli spazi dell’e-commerce, che ci permette di raggiungere i nostri clienti ovunque. E di strada contiamo di farne ancora, grazie a questo importante restyling che sancisce il debutto ufficiale della terza generazione Leam: mio figlio Edoardo e mia nipote Ludovica, che rappresentano la forza e la dinamicità di un’azienda in costante evoluzione” ha precisato Gianni Amati.
Il restyling di Leam parte dalla storia, con una operazione di archeologia: si è iniziato scavando fino alla terra cruda per rivelare lo scheletro post-bellico del negozio e, quindi, tradurlo in una struttura inedita, in grado di fondere bellezza, heritage, innovazione e sostenibilità. L’obiettivo è garantire alla clientela un’esperienza unica di moda e lusso, di ricerca e selezione, di accoglienza e benessere, ancor prima che d’acquisto.
L’ambizioso progetto rappresenta un ritorno al passato anche per l’architetto Marco Costanzi che, in questo nuovo lavoro, rilegge gli autori preferiti del minimalisno americano degli anni ’60 e ’70. Le loro influenze sono evidenti nei materiali, nelle strutture e nella ricerca dell’equilibrio perfetto tra forma e funzione, raggiunto per sottrazione.
“Il negozio si articola in due ambienti distinti collegati da una galleria espositiva. Il rigore formale e la luce naturale rendono la nuova galleria un vero e proprio teatro contemporaneo nel quale perdersi e farsi trasportare. Il massiccio utilizzo di cemento e specchi anticipa nei colori e nei materiali l’estetica del progetto e accompagna il cliente verso la nuova area di vendita, caratterizzata dal lussureggiante giardino di piante tropicali creato al centro dello spazio”, ha raccontato Marco Costanzi.
Nella nuova area di vendita, pareti in getto cementizio e marmi preziosi si alternano a materiali di uso più comune come il legno di compensato marino, il cristallo trasparente, la terra e la vegetazione, omaggio contemporaneo all’opera dell’artista americano Walter de Maria. Sul fondo una grande installazione di vetro sembra estrudersi dalla parete in cemento, diventando superficie di esposizione. Blocchi di marmo e supporti in ferro delineano il perimetro, facendo emergere i prodotti.
Infine, tutto da scoprire – grazie a un secondo collegamento in ferro nero – un altro spazio affacciato sul corso principale e aperto sulla galleria interna: il “Club” dedicato ai progetti speciali e alle collaborazioni con artisti, brand e creativi in ogni disciplina. Superfici in argento acidato, espositori in vetroresina, specchi e cemento caratterizzano l’ambiente con influenze giapponesi. Di grande impatto visivo, una scultorea scala in ferro e vetro, che sembra letteralmente sospesa, conduce al piano superiore, collegando così i due building e tutte le aree di vendita.






