Il Covid-19 pesa sull’andamento del comparto dei preziosi nel 2020. A evidenziarlo sono i dati dell’indagine svolta dal centro studi di Confindustria moda per Federorafi, che indicano per il 2020 una perdita di quasi un terzo del fatturato, ovvero di oltre 2 miliardi di euro. La moda, spiega la nota di Federorafi, è tra i settori manifatturieri più colpiti e la gioielleria, all’interno del fashion, “è quella con i risultati più pesanti”.
“Con riferimento al fatturato annuo – prosegue il comunicato stampa -, a conferma di quanto emerso durante tutto il 2020, solo una minima parte del campione è stata risparmiata dagli effetti della pandemia. Le aziende che hanno sperimentato un aumento sono pari al 3% del campione. Per l’8%, invece, i ricavi sono risultati invariati rispetto al medesimo periodo del 2019. Di contro, la parte maggioritaria del campione (pari all’89%) è rimasta interessata da dinamiche negative. Solo il 3% del campione, peraltro, contiene il calo entro il 10%, mentre il 18% cede tra il 10% e il 20 per cento. Seguono un 26%, che indica perdite tra il 20% e il 35% e un 23% tra il 35% e il 50 per cento. Infine, non mancano aziende (11% del panel) che segnalano arretramenti tra il 50% e il 70 per cento. Da ultimo, il restante 8% accusa crolli superiori al 70 per cento”.
La flessione media annua per l’oreficeria, argenteria e gioielleria è prevista nell’ordine del 28,8 per cento.
La quasi totalità del campione ha accusato una contrazione della produzione fisica: “Solo il 4% – spiega Federorafi – ha mostrato quantità in aumento o sui livelli dell’anno precedente. Il 96%, di contro ha sperimentato dei decrementi in termini di volumi prodotti”. La flessione media della produzione è stimata nell’ordine del 33,8 per cento.
Quanto al primo trimestre del 2021, aumenta in maniera consistente l’incidenza di aziende che prevede una crescita delle vendite (14%) o comunque una stabilizzazione (19%) sui livelli del gennaio-marzo 2020. Il restante 67% resta ancora in territorio negativo. Il calo medio del fatturato previstao per gennaio-marzo 2021 dagli imprenditori intervistati risulta pari al 16 per cento.
“Federorafi – ha commentato la presidente Ivana Ciabatti – ha presentato progetti e proposte fin dai primi incontri del ‘Tavolo moda e accessorio’ del Maeci dello scorso anno, li ha aggiornati nel corso dei mesi successivi e li ha focalizzati su alcuni paesi target come Usa, Cina, Giappone e Eau e su alcune manifestazioni internazionali ritenute strategiche come il China International Import Expo 2021 o sulla customizzazione per la gioielleria degli accordi di e-commerce che Ice ha siglato con alcuni marketplace a partire da quelli cinesi. Il tutto anche per generare traffico verso gli eventi leader in Italia come VicenzaOro e OroArezzo. Gli imprenditori, così come gli organizzatori fieristici hanno fatto e stanno facendo la loro parte, ora si aspettano che le istituzioni facciano un ulteriore salto di qualità per creare da subito le condizioni per far ripartire il settore. Sono e rimango ottimista perché i presupposti e i progetti ci sono ma non possiamo aspettare oltre”.



