Il governo britannico potrebbe decidere di porre fine alle vendite tax free negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni Eurostar dal 1 ° gennaio 2021. In questo modo, i visitatori stranieri non potranno più beneficiare di vendite esentasse e sgravi Iva sui beni acquistati nel Regno Unito. Downing Street, che procede in direzione di una hard Brexit, ha giustificato la decisione citando “preoccupazioni su come il vantaggio venga trasferito ai passeggeri e, in alcuni casi, lo sgravio non sia coerente con i principi fiscali internazionali”. A partire dalla stessa data verrà ritirato anche il regime Iva di esportazione al dettaglio, che attualmente consente ai visitatori dell’Ue di richiedere il rimborso dei beni acquistati nel Regno Unito.
Immediata la “reazione di shock”, si legge su Wwd, dei principali retailer inglesi, tra cui Harrods, Selfridges, Harvey Nichols e Liberty, certi che l’iniziativa impatterà negativamente sulle vendite di abbigliamento, accessori e cosmetici di fascia alta.
La New West End Company, che rappresenta le attività di vendita al dettaglio e hospitality dell’area di Oxford, Regent e Bond Street, ha definito la decisione un “colpo di martello” per i retailer britannici, che stanno già affrontando a fatica la crisi legata al Covid-19, l’incertezza commerciale connessa alla Brexit e i dazi Usa sul made in Uk. “Non solo il Tesoro non salverà nulla, ma l’inevitabile calo del numero di turisti internazionali e della spesa nel Regno Unito ridurrà tutte le altre entrate Iva”, ha affermato l’organizzazione, aggiungendo che la spesa totale annua dei visitatori internazionali è di oltre 22 miliardi di sterline (23,8 miliardi di euro), di cui il 10% per acquisti esentasse.



