Il titolo di Richemont viaggia in calo di oltre 5 punti percentuali alla Borsa di Zurigo, sulla scia di risultati trimestrali in forte calo. Gli effetti della pandemia Covid-19 hanno infatti impattato sui conti del colosso dell’hard luxury, che ha archiviato il trimestre al 30 giugno scorso con ricavi in calo del 47% a 1,9 miliardi di euro. “Il calo double digit delle vendite in tutte le regioni, canali di distribuzione e aree di business – si legge nella nota di Richemont – si deve alla chiusura diffusa di punti vendita e centri di distribuzione, allo stop del turismo e a un sentiment debole da parte dei consumatori in molti mercati”.
Nel Q1, la flessione del giro d’affari è stata meno marcata nel Middle East, in Africa e Asia Pacific, con quest’ultima zona che beneficia del +47% registrato dalle vendite in Cina. “Mentre la gran parte delle aree geografiche ha riportato cali a doppia cifra – spiega Bloomberg – la Cina ha dato un segnale di speranza con vendite in crescita di quasi il 50%, grazie al traino dello shopping entro i confini nazionali. La domanda è ora se altri mercati avranno rimbalzi simili”. Se il calo in Asia Pacific si è “limitato” al 29%, il crollo registrato in Europa è stato del 59 per cento. A -60%, infine, il mercato americano.
Tra le diverse aree di business, le maison di gioielleria e gli e-tailer hanno registrato l’andamento migliore.
Nel 2020, ricorda Reuters, le azioni di Richemont hanno lasciato sul terreno il 16% del loro valore.



