Il consiglio di amministrazione di Corneliani, impegnato in un piano di riorganizzazione industriale avviato nel 2019 e volto a restituire competitività al brand italiano, preso atto della rinnovata situazione di difficoltà dell’azienda, che è stata fortemente aggravata dalle conseguenze economico-finanziarie derivanti dalla pandemia Covid-19, ha deliberato di presentare domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva.
“L’azienda – si legge nella nota -, il cui mercato è stato profondamente colpito dall’emergenza sanitaria a livello mondiale, è stata colta dagli eventi in un delicato momento di trasformazione e ritiene che questo sia il modo più adeguato per salvaguardare i valori aziendali, in termini di manodopera e capacità industriale del gruppo, una realtà unica, creata in oltre 60 anni di indiscussa eccellenza artigianale, che è riflessa nella cultura del prodotto in continuità con la tradizione della confezione sartoriale italiana”.
Il management, con il supporto degli advisor, è al lavoro per valutare ogni possibile opzione di soluzione della crisi, in un particolare momento storico di rinnovata fiducia dei consumatori per i prodotti italiani di qualità, legati indissolubilmente al loro territorio, dove sono cresciute e si sono formate maestranze apprezzate e riconosciute in tutto il mondo.
Corneliani nasce a Mantova nella seconda metà degli anni 50 ereditando l’esperienza di Alfredo Corneliani, tra i pionieri nel settore moda uomo in Italia, che iniziò negli anni 30 una produzione artigianale di impermeabili e capi spalla.
Nel 2016 Investcorp ha acquisito la maggioranza del capitale con l’obiettivo di proseguire e accelerare lo sviluppo internazionale del brand. Oggi Corneliani conta 1.048 dipendenti tra le sedi di Mantova e Milano, le filiali estere in Cina e negli Stati Uniti, gli stabilimenti produttivi esteri e il retail diretto. Tramite questi uffici gestisce una rete distributiva mondiale che raggiunge gli oltre 750 punti vendita tra department store di lusso, negozi multimarca e monomarca.
L’azienda fa sapere che il management, guidato da dicembre dall’AD Giorgio Brandazza, con il supporto degli advisor, è al lavoro per valutare ogni possibile opzione di soluzione della crisi.



