Dopo il -9,2% registrato lo scorso febbraio e il calo del 21,9% registrato a marzo, l’export degli orologi svizzeri assiste a un ulteriore deterioramento del mercato nel mese di aprile, chiuso a a 328,8 milioni di franchi (310,1 milioni di euro), l’81,3% in meno rispetto a un anno prima. A diffondere i dati è, come sempre, la Fédération de l’industrie horlogère suisse. Per l’insieme dei primi quattro mesi del 2020 la cifra è di 5,08 miliardi di franchi, in contrazione del 26,3% in rapporto allo stesso periodo del 2019.
Tra i mercati maggiori, solo la Cina, che aveva già avviato la ripresa delle attività, in aprile ha limitato i danni con un -16,1%, mentre Hong Kong e Stati Uniti precipitano, rispettivamente, dell’83,2% e dell’86,4 per cento.
“L’Italia nel mese è sedicesima come cifra di export, con una riduzione del 95,8% – si legge su Il Sole 24 Ore -. La caduta delle esportazioni, nel mese, ha coinvolto a livello mondiale in modo considerevole tutte le fasce di prezzo, compresa quella della gamma alta”.



