Il Covid-19 mette il freno alla performance di Pandora nel primo quarter. Nei primi tre mesi dell’anno fiscale, i ricavi del marchio di gioielleria sono scesi del 14% a 4,17 miliardi di corone danesi (circa 560 milioni di euro), mentre il margine ebit è passato dal 22,5% al 15,3 per cento. Nel Q1 Pandora ha registrato una perdita di 24 milioni di corone, contro l’utile netto di 797 milioni del medesimo trimestre dello scorso esercizio.
Per proteggere il business durante la pandemia e preservare uno stato patrimoniale prudente durante questi momenti di incertezza, Pandora si è assicurata finanziamenti per uno scenario di stress-test. “Pandora – si legge nella nota del player danese – dispone quindi della liquidità necessaria per sostenere uno scenario di stress-test in cui tutti gli store fisici saranno chiusi temporaneamente per tutto il 2020”. In aggiunta sono state stabilite linee di credito del valore di 3 miliardi di corone (circa 400 milioni di euro) con le principali banche partner. Pandora intende poi vendere 8 milioni di azioni proprie in un processo di book-building accelerato.
“Siamo concentrati nell’affrontare la crisi attuale, facendo del nostro meglio per proteggere i nostri dipendenti e creare un ambiente sicuro per loro e per i nostri clienti – ha commentato Alexander Lacik, presidente e CEO di Pandora -. Il gruppo si sta ora preparando per la ripresa dopo la pandemia e la nostra performance nei mesi di gennaio e febbraio ci rende sicuri del momentum di cui gode il brand. Abbiamo implementato iniziative mirate a migliorare la cassa ed i costi per assicurarci la forza finanziaria necessaria per un deciso comeback commerciale quando la domanda tornerà a normalizzarsi”.



