Il marchio di piumini Save the Duck, pubblica il suo secondo bilancio di sostenibilità dando visibilità alla sua strategia di sviluppo sostenibile e ponendo l’attenzione sulla riduzione delle emissioni di gas serra, del consumo energetico e dell’impatto ambientale delle acque di scarico derivanti dal ciclo produttivo. Tra i punti esposti nel documento spicca l’impegno preso, insieme a 500 società B Corp da tutto il mondo, a diventare carbon neutral entro il 2030.
“Save The Duck – ha dichiarato in una nota l’AD Nicolas Bargi – continua a crescere, e di pari passo, cresce anche il nostro impegno per creare un impatto positivo per le persone e per l’ambiente in cui operiamo. Il 2019 è stato un anno carico di impegni importanti: siamo diventati una Società Benefit e abbiamo ottenuto la certificazione B Corp, primi in assoluto nel mondo fashion in Italia. Ogni giorno di più il nostro percorso verso la sostenibilità si arricchisce e penetra ogni area operativa. Siamo orgogliosi di fare la nostra parte nel processo di cambiamento necessario al raggiungimento di traguardi sempre più sostenibili”.
Alcuni dei punti focali del 2020 della società, che si definisce ‘100% animal free’, saranno la diminuzione dell’utilizzo di materiali contenenti Pfc e l’aumento della percentuale di tessuti riciclati all’interno delle collezioni. Save The Duck si impegna a misurare la propria carbon footprint, estendendo la tracciabilità delle emissioni lungo l’intera value chain. Il rapporto di sostenibilità evidenzia anche l’impegno dell’azienda nei confronti della filantropia, l’1% del suo fatturato, come già accaduto nel 2019, verrà donato a sostegno di iniziative di associazioni e organizzazioni italiane e internazionali che hanno l’obiettivo di proteggere gli animali, salvaguardare le risorse naturali e del pianeta e tutelare i diritti dell’uomo.



