A seguito dell’annuncio da parte del premier Giuseppe Conte delle misure restrittive che coinvolgono per due settimane tutta la Penisola – con la chiusura delle attività commerciali, a eccezione dei servizi essenziali – alcune aziende prendono provvedimenti per tutelare ulteriormente la salute e la sicurezza di dipendenti, clienti e fornitori.
Gucci ha dato ieri comunicazione ufficiale che gli stabilimenti di produzione rimarranno chiusi fino al 20 marzo. Uno stop temporaneo che, ha assicurato un portavoce del marchio nell’orbita di Kering, non inciderà sulla fornitura dei prodotti ai clienti. Si tratta di un ulteriore giro di vite alle precauzioni già messe in atto dall’amministratore delegato Marco Bizzarri per contrastare la diffusione dell’epidemia, come l’adozione di forme di lavoro flessibile, ove possibile, e l’introduzione della ‘4-days working week’, dal lunedì al giovedì.
“Seguiamo con attenzione l’evolvere della situazione per introdurre eventuali nuove misure, ove necessario. Siamo fiduciosi che questo momento di sospensione temporanea possa consentire a tutti di ritornare presto alla normalità”, conclude il portavoce della maison.
Stessa linea d’azione anche per il gruppo Tod’s. “In via precauzionale e nell’intento di consentire ai dipendenti di adeguare la propria organizzazione familiare alle nuove restrizioni introdotte dall’ultimo Dpcm”, si legge nella nota, “l’azienda ha deciso che gli stabilimenti stessi resteranno chiusi nei giorni 12, 13 e 16 marzo”. Le fabbriche, salvo aggiornamenti, dovrebbero tornare alla normale attività martedì 17.



