Una revisione del mercato sportswear da parte delle autorità competenti. È questo che chiede Mike Ashley, proprietario di Sports Direct, catena di articoli sportivi con base nel Regno Unito, lamentando la posizione dominante di brand come Nike e Adidas capaci, con la loro influenza, di limitare la gamma, o negare del tutto, i prodotti offerti dai retailer.
“Sports Direct crede che l’industria nel suo insieme trarrebbe beneficio da un’ampia revisione del mercato da parte delle autorità competenti sia nel Regno Unito sia in Europa”, si legge in una nota di Sports Direct riportata dai media inglesi. “L’industria sportiva è stata a lungo dominata dai marchi must-have come Adidas. Questi detengono una posizione di contrattazione estremamente forte nei confronti dei rivenditori all’interno delle loro reti di approvvigionamento e usano il loro potere di mercato per implementare pratiche mirate al controllo della fornitura e, in definitiva, del prezzo dei loro prodotti”.
Una richiesta, questa, che arriva a seguito dell’annuncio di Nike di voler tagliare i rivenditori indipendenti a vantaggio dei propri margini. Il colosso dello sportswear sarebbe infatti pronto a mettere fine, entro il 2021, alla collaborazione con “dozzine” di insegne. “Il loro modo di gestire lo stock non è più in linea con la strategia distributiva di Nike”, sarebbe la motivazione ufficiale fornita dal gruppo guidato da Mark Parker, che, di riflesso, potenzierà le attività del sito e-commerce e degli store Nike.



