Si riaccende la disputa tra i brand Valentino e Mario Valentino. Secondo quanto riportato da The Fashion Law, si sarebbe aperto un nuovo capitolo della difficile convivenza che vede coinvolti i due marchi italiani sin dai loro primi anni di attività, che si accusano vicendevolmente di concorrenza sleale a causa del nome simile e dell’appartenenza al medesimo settore.
Un armistizio aveva garantito per oltre quarant’anni una pacifica convivenza tra i due Valentino, in seguito a un accordo di coesistenza siglato nel 1979 per attutire le problematiche riscontrate dalla potenziale sovrapposizione dei brand.
Adesso sembra che il ‘trattato’ sia ormai carta straccia.
Secondo una decisione del Tribunale di Milano risalente a maggio, Mario Valentino starebbe violando l’accordo delle parti “vendendo numerosi modelli di borse etichettati in modo non consentito ai sensi dell’accordo di coesistenza”, generando così “la forma di confusione dei consumatori che l’accordo intendeva prevenire”.
L’accordo della fine degli anni Settanta autorizzava Mario Valentino a “registrare e utilizzare il nome completo Mario Valentino o M. Valentino o Valentino o le lettere MV o V esclusivamente all’esterno, insieme a Mario Valentino all’interno e sulla confezione di tutti i prodotti in pelle, similpelle o altro materiale”, come riporta l’accordo, citato da The Fashion Law. Inoltre, l’accordo prevedeva che Mario Valentino non potesse associare i simboli ‘V’ e ‘Valentino’ e dovesse sempre inserire la scritta ‘Mario Valentino’ all’interno dei prodotti.
Dopo la decisione del Tribunale italiano, l’azione legale si è spostata negli Usa, dove Valentino Spa, il 22 giugno scorso, ha denunciato Mario Valentino e il suo licenziatario Yarch Capital Llc con l’accusa di realizzare falsa pubblicità, concorrenza sleale e violazione dei brevetti di progettazione. Oltre a ciò, la maison di Valentino Garavani accusa Mario Valentino e Yarch Capital di aver significativamente aumentato i prezzi delle borse per avvicinarsi ulteriormente al brand e di aver realizzato design troppo simili a quelli della propria collezione.



