Lo Swedish Fashion Council cancella la Stockholm fashion week. “Ci stiamo focalizzando sulla creazione di strumenti e piattaforme più rilevanti per le attuali necessità, ad esempio format in grado di generare sbocchi commerciali e collaborazioni infrasettoriali”, ha spiegato a Wwd Jennie Rosén, CEO dello Swedish Fashion Council. Il manager sottolinea inoltre come, data l’intensa crescita dell’industria della moda svedese, sia importante supportare i marchi nazionali adattando il settore alle nuove richieste, come lo sviluppo della moda sostenibile. La Stockholm fashion week era di solito inserita nel calendario internazionale appena prima delle sfilate di New York.
La cancellazione della kermesse porta a un serie di riflessioni che da alcuni anni aleggiano nell’aria. Ad eccezione dei poli principali (Parigi, Milano, New York, Londra), ha ancora senso per un brand investire in un appuntamento come le fashion week? Secondo The Fashio Law, l’era digitale e i comportamenti d’acquisti di millennials e Z-Generation hanno sparigliato le carte in tavola. Sempre più spesso partecipare a una fashion week non sembra essere un requisito fondamentale per un marchio, come dimostra il recente fuggi-fuggi generale anche da appuntamenti importanti come Nyfw e London fashion week. Sempre più spesso alcune griffe optano per metodi alternativi alle tradizionali sfilate o presentazioni, dagli appuntamenti one-to-one con gli addetti ai lavori alla realizzazione di lanci digitali in grado di abbattere qualsiasi barriera geografica. A ciò si aggiungono fenomeni come gli show co-ed, le passerelle ‘see now-buy-now’, le capsule collection post-sfilate che hanno ulteriormente modificato il tradizionale scenario delle fashion week.



