Si è chiusa con un totale di circa 5.350 presenze l’85esima edizione di Pitti Immagine Filati, la fiera internazionale del settore dei filati per maglieria. Il dato si confronta con le 5.500 presenze della fiera di giugno 2018.
“A giudizio degli espositori, sia pure interpellati a campione, è stata un’edizione superiore alle aspettative – ha dichiarato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine in una nota stampa –, caratterizzata dall’importanza dei visitatori italiani ed esteri e da un altissimo livello di ricerca contenuto delle collezioni presentate, uno stimolo e una fonte di ispirazione per tutti. In tempi di crescita o in periodi di riassestamento del mercato e dei consumi, come questo, Pitti Filati è davvero l’unico appuntamento che i grandi della moda e i migliori maglifici non possono mancare”.
Guardando il trend dell’affluenza finale, il totale compratori dovrebbe, appunto, raggiungere le 5.350 presenze complessive, con i buyer esteri a confermare i loro numeri (2.900 circa) e una leggera flessione per gli italiani, nell’ordine del 5-6 per cento (circa 150-160 persone in meno).
“Nella classifica dei 15 paesi esteri di riferimento – continua il comunicato stampa -, in testa la Germania, seguita da Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Russia, Spagna, Cina, Svizzera, Hong Kong, Turchia, Olanda, Corea, Svezia e Belgio”.
“Fa impressione scorrere l’elenco dei compratori – ha aggiunto Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine – in rappresentanza dei maglifici e soprattutto degli studi stilistici: è come leggere il calendario delle sfilate di Londra, Milano, Parigi e New York, tutte insieme. Per questo, in un 2019 così faticoso per l’economia e gli scambi commerciali a livello internazionale e, purtroppo, a maggior ragione nel nostro paese, siamo decisamente soddisfatti anche dei risultati numerici, con la conferma del dato estero sui risultati del 2018 (che completò un triennio di costante crescita delle affluenze) e una contenuta diminuzione degli italiani”.



