Baracuta accelera con le collaborazioni. Il brand parte del gruppo Wp Lavori in Corso si è infatti alleato con Atelier & Repairs per dare nuova vita ai capi, propri e non, inutilizzati. Nello specifico, Baracuta, in occasione di Pitti Uomo 96, ha presentato il primo capo prodotto utilizzando solo scampoli di altri G9 Baracuta (uno dei suoi capi più rappresentativi) per evitare gli sprechi. In questo modo è nato il G9 Colour Block in Baracutacloth, composto sia da elementi di magazzino del brand, sia dagli ‘scarti’ raccolti dal Atelier & Repairs, la cui mission è, appunto, dare nuova vita a capi.
Non solo, tra le altre novità presentate durante la kermesse fiorentina vi è la presentazione della collaborazione con Sebago con cui Baracuta ha realizzato il co-branding per realizzare la sua prima calzatura. “Abbiamo scelto di collaborare con Sebago perché Baracuta è diventato famoso prima in America e poi in Europa, pertante volevamo un brand storico americano per questa partnership. Il file rouge della collaborazione è lo stile ivy league”, ha spiegato a Pambianconews il brand merchandising manager Luigi Bucci.
Il prodotto, infatti, è al centro della strategia di Baracuta che, come spiegato da Bucci, verrà sviluppato anche attraverso altre collaborazioni, che “saranno sempre più importanti”.
Attualmente il brand conta su un giro d’affari di circa 7 milioni annui, di cui il 60% circa generato dall’estero (considerando la distribuzione wholesale). Tra i mercati che crescono di più si contano l’Europa e l’Asia, con il Giappone al primo posto, seguito da Regno Unito, Germania e nord Europa. In Italia, invece, il brand ha una posizione di mantenimento. L’azienda, poi, sta puntando gli occhi sui mercati in cui non è presente, come America, Cina e Corea. In quest’ultima, il brand entrerà ufficialmente con la P/E 2020.
A livello distributivo, Baracuta è presente soprattutto tramite wholesale, che è il canale principale. Di recente, poi, il brand ha lanciato l’e-commerce che, da gennaio, ha segnato una crescita del 34 per cento, “un risultato molto interessante che ci ha portato ad aprire la pagina anche in giapponese”. A livello retail, invece, il brand conta il negozio storico di Milano, ma l’azienda “sta vagliando di aprire, nel corso delle prossime stagioni, una serie di pop-up nel mondo che saranno usati come test per nuove piazze e per lanciare progetti specifici come, per esempio, quelli legati alla customizzazione”, ha concluso Bucci.



