Tiffany rafforza il suo legame con il mercato interno cinese provando a bilanciare gli effetti della trade war tra l’Ex Celeste Impero e gli Stati Uniti e il calo di turisti cinesi in nord America. A dirlo è la testata cinese Jiemian, che ricorda come, nei risultati annunciati la scorsa settimana, il gruppo newyorkese della gioielleria abbia segnalato la drastica flessione dello shopping dei turisti e tagliato la guidance per l’intero 2019.
Per crescere in Cina, il brand guidato da Alessandro Bogliolo ha aperto una nuova boutique a Pechino, scommettendo su un servizio “di altissimo livello”, dice la testata cinese. Philippe Galtié, vice presidente di Tiffany & Co, ha inoltre annunciato a Jiemian che l’azienda lancerà “la sua prima piattaforma e-commerce in Cina” il prossimo 8 agosto, giorno in cui nel Paese si festeggia San Valentino. Ad oggi il dominio tiffany.cn esiste già. La dichiarazione di Galtié si riferisce, con ogni probabilità, ad un nuovo portale creato ad hoc per il Paese.
Nei primi tre mesi dell’anno, le vendite di Tiffany sono calate del 2,9% a 1 miliardo di dollari (circa 890 milioni di euro). L’utile è invece sceso del 12% a 125,2 milioni (1,03 dollari per azione). Nel quarter chiuso il 30 aprile scorso, le vendite a perimetro costante hanno segnato un -5%, contro il -1,9% stimato dal consensus Refinitiv. Per l’intero 2019 il gruppo newyorkese della gioielleria stima vendite in progressione “low-single-digit” (quindi tra l’1 e il 4%), contro il +5% ipotizzato in precedenza.



