Sono stati oltre 47mila i visitatori di Techtextil e Texprocess, le fiere biennali dedicate ai tessili tecnici, ai tessuti non tessuti, all’abbigliamento funzionale e alle tecnologie per la loro lavorazione, in calendario a Francoforte dal 14 al 17 maggio scorsi. I dati di affluenza di buyer e operatori del settore si confermano in linea con quelli dell’edizione 2017. Protagoniste le proposte di 1.818 espositori (di cui 1.501 espositori per Techtextil e 317 per Texprocess) provenienti da 59 Paesi.
“Le due fiere hanno confermato i numeri molto positivi del 2017 – ha raccontato a Pambianconews Olaf Schmidt, vice president Textiles & Textile Technologies di Messe Frankfurt, organizzatore della manifestazione – favorite dalla loro offerta trasversale. Qui infatti il settore del tessile tecnico è ben rappresentato in termini di novità di prodotto, ma anche di applicazioni e tecnologia industriale. Tra le due fiere c’è un interscambio di visitatori che arrivano a Francoforte dalla Germania (30%) e da altri 120 Paesi”. Oltre a brand e aziende del settore manifatturiero, tra i visitatori di Techtextil aumentano i designer: “Negli ultimi due anni – ha continuato Schmidt – le attività di comunicazione sono state incrementate. La fiera si è arricchita di showcase e conferenze che riguardano il settore tessile a 360 gradi. I designer arrivano a Francoforte consapevoli di trovare materiali nuovi per le loro collezioni, ma anche per approfondire possibilità di lavorazione e trattamenti”.
Tema centrale dell’edizione di maggio 2019 di entrambe le manifestazioni è stata la sostenibilità, intesa come riduzione dell’impatto ambientale dell’industria tessile e come tutela dei lavoratori. A prendere posizione sul tema, in occasione di Techtextil, è stata anche la European Apparel and Textile Confederation (Eurtatex), che, insieme alla Federation of the European Sporting Goods Industry (Fesi), alla Global Fashion Agenda (Gfa), alla International Apparel Federation (Iaf) e alla Sustainable Apparel Coalition (Sac), ha presentato un manifesto congiunto. Quest’ultimo, ha spiegato l’organizzazione, invita le istituzioni europee a ripensare le normative che regolamentano l’industria tessile, in virtù di un “circular fashion system”, ovvero di una transizione del settore tessile e dell abbigliamento verso un’economia circolare. Nel 2018, la divisione Sustainable Businesses di Euratex ha inoltre iniziato a lavorare con l’Ocse e con la United Nations Economic Commission for Europe per definire gli standard di tracciabilità per il settore tessile e della pelle.
Nel 2018, l’industria tessile e dell’abbigliamento dell’Unione Europea ha registrati un turnover di circa 178 miliardi di euro, a +0,2% sul 2017. L’export (il commercio verso i Paesi Extra Ue) ha toccato i 50 miliardi di euro, in aumento del 4,7% sull’anno precedente. Il numero delle aziende attive nel settore è invece sceso dalle circa 176mila aziende del 2017 alle poco più di 171mila del 2018.
In Europa, i tessuti tecnici, protagonisti di Techtextil, rappresentano circa il 17% della produzione tessile totale. Secondo un’analisi di Market Research Engine, ad oggi i tessuti tecnici rappresentano il 30% della produzione tessile globale e il loro mercato dovrebbe registrare una crescita superiore al 4% annuo, fino a toccare i 198 miliardi di dollari (circa 176 miliardi di euro) nel 2022.
La prossima edizione di Techtextil e Texprocess si terrà dal 4 al 7 maggio 2021.



