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Bonaudo, anche il 2019 sarà all’insegna della sostenibilità

Di Redazione
08 Apr 2019
Bonaudo, anche il 2019 sarà all’insegna della sostenibilità

In un anno di forti cambiamenti per il settore conciario, l’azienda guidata da Alessandro Iliprandi ha continuato a crescere. Merito dei grandi brand e del ritorno alla produzione in Italia. E per il 2019, spiega l’imprenditore, gli investimenti continueranno anche nel green.

Il 2018 si è concluso da poco: che anno è stato per Bonaudo?
È stato un anno positivo, in cui abbiamo registrato ancora una volta una crescita. Un fatto particolarmente rilevante e non scontato, considerato il periodo di forte cambiamento nel mercato.

A cosa si riferisce, nello specifico?
I consumatori, in questo 2018 più che mai, hanno dimostrato di voler acquistare principalmente prodotti di marca. Gli acquisti sono stati catalizzati e indirizzati pressoché totalmente verso i brand: questo è dipeso in gran parte dal tipo di clientela – cinese, per lo più – e dalle modalità di acquisto, in cui il web la fa sempre più da padrone. In altre parole, bisogna abituarsi all’idea che i clienti non acquistano più prodotti non riconoscibili.

Per la vostra conceria, questo cosa ha significato?
Un aumento dei volumi, da una parte, e dall’altra una diminuizione del numero dei clienti. Ormai lavoriamo essenzialmente con i brand, i quali, tra il 2017 e il 2018, hanno vissuto a propria volta dei grandi cambiamenti, spesso radicali, al vertice stilistico delle maison.

A livello di mercati, invece, cosa è cambiato?
La crescita è arrivata dall’Italia e dalla Francia, dove sono basati e dove producono i principali gruppi al mondo del lusso. Credo si possa a tutti gli effetti parlare di un ritorno alla produzione in Europa, dopo il periodo delle delocalizzazioni. I brand, fortunatamente, negli ultimi tempi hanno acquisito consapevolezza di quanto forte sia il valore di un prodotto made in Italy.

E in termini di categorie merceologiche, invece, da quali prodotti avete avuto più soddisfazioni?
Dalla pelletteria, sicuramente. Ma si stanno iniziando a delineare anche i primi segnali di ripresa delle calzature eleganti. Mentre l’abbigliamento classico in pelle, purtroppo, continua a faticare.

I dati del comparto conciario, presentati alla più recente edizione di Lineapelle, parlano di una flessione sia in termini di volume che di valore…
Il motivo è da rinvenire, principalmente, nel calo dell’export verso i mercati asiatici e nella flessione del settore automotive, dopo anni di continua crescita. Riguardo alla clientela cinese, in questi anni, ha cambiato l’approccio al mercato indirizzandosi anch’essa solo verso prodotti logati.

La sostenibilità è da sempre parte del dna dell’azienda. A cosa state lavorando in questo 2019 in termini di approccio green?
L’impegno per ridurre l’impatto ambientale è uno dei nostri maggiori obiettivi ed è una politica che ci ha contraddistinto da sempre come azienda all’avanguardia. I brand oggi sono molto attenti alle tematiche legate alla sostenibilità, in modo da garantirsi una filiera produttiva tracciata e sostenibile. Per questo motivo stiamo lavorando, insieme ad Unic, a una certificazione che valuti l’impatto ambientale di Bonaudo, attraverso parametri precisi.

Alcune immagini degli stabilimenti Bonaudo

 

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