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Allarme crisi in Canton Ticino, anche Kering riduce

Di Caterina Zanzi
10 Ott 2018
Allarme crisi in Canton Ticino, anche Kering riduce

Lo stabile di Lgi a Cadempino, nel Canton Ticino (ph:diritti riservati)

Kering sposta 150 dipendenti dalla Svizzera all’Italia. A darne l’annuncio è stato lo stesso gruppo che ha comunicato la riallocazione di circa 150 persone impiegate nella Luxury Goods International (Lgi),  società che da oltre vent’anni ha sede nel Canton Ticino e che gestisce il polo logistico del colosso francese. Nel dettaglio, 150 risorse sulle 950 complessive in zona (attività retail escluse), verranno spostate dalla sede di Cadempino ai singoli marchi o altri uffici del gruppo entro la prima metà del 2019.

“Nei primi mesi del 2017, il gruppo ha iniziato una riflessione interna al fine di rispondere in modo più tempestivo alle richieste del mercato, in particolare sui temi della supply chain”, si legge nella nota ufficiale. “Tali considerazioni hanno portato a un progetto di trasformazione, formalmente avviato nel mese di ottobre 2017, il quale ha definito una nuova struttura organizzativa, con dei processi rinnovati”.

Con il nuovo modello operativo, le attività di sviluppo prodotto, coordinamento della produzione, supply chain e vendite saranno portate sotto la diretta gestione dei singoli marchi e centri di competenza. “La transizione sarà pertanto effettuata in modo socialmente responsabile e nessuna riduzione del personale è prevista”, prosegue il comunicato.

Lgi si concentrerà d’ora in poi principalmente sulle attività logistico-distributive, che non saranno impattate dal nuovo modello organizzativo, e che continueranno a impiegare circa 800 persone in Ticino.

La decisione di Lgi, considerato il maggior contribuente ticinese con utili per oltre 1,7 miliardi di franchi nel 2017, ha aperto un notevole dibattito in Svizzera: l’Mps, il partito socialista svizzero, ha parlato di un “sistema di ottimizzazione fiscale ormai al capolinea”, a seguito dell’adozione a livello internazionale degli standard contro l’erosione della base fiscale e il trasferimento degli utili, mentre i sindacati esortano una riflessione sul “senso di proseguire con una politica fiscale che porta a condizioni sfavorevoli per i lavoratori”.

Prima di Kering, già Armani aveva lasciato Mendrisio, così come Vf aveva alleggerito il personale a Stabio*, mettendo in dubbio la solidità della cosiddetta Fashion Valley svizzera: il tasso di cambio franco-euro non più favorevole e il profilarsi di cambiamenti sul piano della politica finanziaria, infatti, potrebbero non rendere più il Ticino così concorrenziale.

* Articolo modificato il 10/10 alle ore 17:45

L’articolo è stato modificato dalla precedente versione in cui indicava un “notevole alleggerimento”. La società ha precisato che: “Il numero dei dipendenti VF a Stabio è in crescita da diversi anni, da circa 70 unità nel 2005 a circa 850 nel 2018″.

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