Potrebbe essere il 2019 l’anno del debutto e-commerce di Tiffany & Co in Cina. A dichiararlo, in un’intervista al media cinese Jiemian, sono stati gli stessi vertici del gruppo newyorkese della gioielleria che aggiungerebbe così un altro tassello strategico, nel nuovo corso guidato dal CEO Alessandro Bogliolo e affidato alla creatività di Reed Krakoff.
“Non posso ancora rivelare le tempistiche precise – ha spiegato Philippe Galtié, senior vice president di Tiffany -, ma speriamo sia il prossimo anno. In termini di format, l’e-shop potrebbe essere strutturato in collaborazione con un partner oppure gestito direttamente da Tiffany”. Ad oggi, l’azienda fondata nel 1837 conta 34 punti vendita nell’Ex Celeste Impero e, secondo Galtié, l’e-commerce potrebbe aiutare a estendere l’offerta di Tiffany a un maggior numero di consumatori con alte capacità di spesa.
L’azienda Usa è oggi protagonista di una nuova fase di espansione, testimoniata in primo luogo da risultati semestrali in crescita. Nei sei mesi al 31 luglio scorso, il colosso newyorkese ha infatti registrato vendite per 2,1 miliardi di dollari (circa 1,8 miliardi di euro), a +13%, e profitti per 287 milioni, balzati del 38 per cento. Nel solo secondo trimestre, gli utili netti hanno toccato quota 145 milioni di dollari (+26%), a fronte di un turnover di 1,1 miliardi (+12%), che ha battuto le stime di Wall Street, ferme a 1,04 miliardi. Tiffany ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero anno, con utili per azione che dovrebbero collocarsi tra i 4,65 e i 4,80 dollari, contro stime precendenti nel range dei 4,50-4,70 dollari.



