In un mercato del lusso che scommette sempre più sull’esperienza, cresce il business dei portali che noleggiano orologi da polso e creazioni di gioielleria. A dirlo è il Financial Times che cita i casi di successo di piattaforme come l’inglese Glitzbox, che permette di noleggiare parure di preziosi con un abbonamento mensile di 50 sterline (circa 55 euro) o di Acquired Time, sito di Singapore specializzato in luxury watches. “L’emergere di piattaforme online che bypassano il concetto di ownership – si legge sul Financial Times – ha esteso anche a orologi e gioielli un nuovo status, grazie a cui un nuovo pubblico può avere accesso più facilmente a beni di lusso, in linea, soprattutto, con le nuove abitudini di consumo dei millennials”. Non stupisce, in questo senso, che la fondatrice di Glitzbox, Tamsin Ivy, abbia solo 26 anni: ” Trovo molto strana l’idea secondo cui devi possedere per sempre ciò che indossi”, ha dichiarato la giovane imprenditrice che ha spiegato come tra le clienti del suo portale ci siano anche donne in carriera “sulla trentina” che non hanno tempo da dedicare allo shopping.
Dal canto loro, i siti dedicati agli orologi permetterebbero anche di testare alcuni modelli prima di un eventuale acquisto, che può avvenire online o in negozio. Ad arricchire i cataloghi e l’offerta sarebbero soprattutto dei collezionisti privati. “Penso che il mercato del noleggio di orologi sia più un’opportunità che una minaccia”, ha dichiarato al Financial Times Jean-Claude Biver, numero uno della divisione orologi di Lvmh, convinto che la portata dell’online possa preparare il pubblico a successivi acquisti.
L’e-commerce ha del resto già vinto la diffidenza del mondo dell’orologeria nelle vendite di modelli usati. A cavalcare l’onda sono siti specializzati in vendite di cronografi di secondo polso, ma anche le case d’aste, trainate da collezionisti high-spending di tutto il mondo. Esempi di successo, in questo caso, sono i portali Watchfinder.co.uk (rilevato da Richemont lo scorso giugno) e Watchmaster.com.



