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Hong Kong, crisi finita. Ed è febbre da pop-up

Di Caterina Zanzi
30 Mag 2018
Hong Kong investe 58 mln euro per la moda

Hong Kong

La ripresa del mercato del lusso a Hong Kong è un fatto, ma i brand di fascia alta preferiscono la cautela, specie per quanto riguarda le strategie retail. Secondo i dati più recenti, nel primo trimestre del 2018 il mercato del retail nell’area è cresciuto del 14,3%, anche se i tempi del boom del 2012 sono ancora lontani. Il retail pesa per il 4,1% sul Pil locale, e le vendite del lusso hanno rappresentato un forte traino, anche grazie a un cambio conveniente. Per contro, i turisti cinesi, che da sempre sono arrivati a Hong Kong nella speranza di fare affari sui prodotti di fascia alta, trovano sempre più occasioni in patria, e viaggiano meno verso questa regione.

Come spiega Jing Daily, la non prevedibilità della domanda, insieme agli alti canoni di affitto, fanno sì che molti brand del lusso investano nell’area, ma con cautela. La formula favorita, per ora, sembra quella dei pop-up, store temporanei in cui cercano di offrire esperienze uniche sia ai turisti cinesi sia agli shopper locali. La lista dei marchi che hanno sperimentato in questo senso è lunga: da Prada, che ha aperto ad aprile dello scorso anno il suo “Prada Silver Line” all’interno dello shopping mall Paacific Place, fino a Valentino. Ma anche i giganti cinesi dell’e-commerce hanno utilizzato Hong Kong come un laboratorio: Alibaba, per esempio, lo scorso anno ha aperto degli ‘store esperenziali’ a insegna Tmall all’aeroporto di Hong Kong.

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