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Nel 2016, lusso nel mirino del private equity

Di Giulia Sciola
15 Mag 2017
La trevisana Pier compra il 30% di Plein Sud

Abbigliamento e accessori, hotel, gioielli e orologi. Sono stati questi i tre settori maggiormente interessati dagli investimenti dei fondi di private equity nel 2016, per un totale di 211 operazioni nel comparto fashion & luxury. A rivelarlo, riferisce Affari & Finanza, è un’indagine di Deloitte, che evidenzia la crescita del numero dei deal, rispetto ai 141 del 2015.

Nel dettaglio, la moda ha registrato la conclusione di 69 investimenti contro i 33 dell’anno precedente, mentre l’hotellerie è passata da 51 a 53 operazioni (quest’ultimo settore ha però registrato la fusione più significativa, ovvero il matrimonio da 12,9 miliardi di euro tra Starwood e Marriot). Quanto all’importo medio dei deal, nel 2016 il valore è sceso del 23% da 582 a 449 milioni di dollari (circa 410 milioni di euro). Ad incidere, in questo senso, sarebbe il fatto che, dopo l’intensa attività di investimento del biennio precedente rivolta a realtà ad alto potenziale, nel 2016 i fondi hanno mirato anche ad aziende di fascia intermedia, pagando prezzi più contenuti.

“L’interesse dei fondi verso il lusso e la moda – si legge sul quotidiano economico – è dovuto al processo di polarizzazione in atto nel mercato, con i grandi gruppi della fascia più alta del mercato che, tra il 2010 e il 2016, hanno visto crescere mediamente del 170% il proprio fatturato, ma che evidentemente conservano un potenziale inespresso”.

 

 

 

 

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