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Lavori forzati, una ricerca accusa le griffe

Di Marco Caruccio
12 Dic 2016
Lavori forzati, una ricerca accusa le griffe

Quanto si stanno attivando le aziende del settore moda per estirpare il fenomeno del lavoro forzato tra le fila del fashion system? Quali si stanno impegnando di più? L’istituto di ricerca KnowTheChain ha stilato una ricerca che vede premiare le grandi multinazionali dell’abbigliamento in favore dei gruppi del lusso. Focalizzandosi su venti compagnie, KnowTheChain premia con un punteggio di 81 su 100 Adidas, al primo posto, seguita da Gap (77/100), H&M e Lulemon Athletica (entrambe 69/100). Chiudono la top 5 Primark (63/100) e Inditex (61/100). In coda alla classifica grandi nomi del lusso europeo come il Gruppo Kering (27/100) e Prada con appena 9/100 seguiti solo da due compagnie cinesi.
Presenti a metà del report anche PVH, Nike, Ralph Lauren, Hugo Boss e VF.
C’è una ragione per punteggio elevato dei brand fast fashion. “Alcuni brand – ha dichiarato a Fashionista Killian Moote, direttore dell’istituto di ricerca – sono stati nell’occhio del ciclone per scandali sulle condizioni i lavoro. Da ciò il loro impegno a tutelare i lavoratori è aumentato”. Il report suggerisce alle aziende di migliorare il proprio ranking attraverso la diminuzione dei contratti a breve termine e il ribasso dei costi.

Tabella redatta da KnowTheChain
Tabella redatta da KnowTheChain
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