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A Parigi vince Piccioli. Battuti Chiuri, Jarrar e Vaccarello

Di Marco Caruccio
06 Ott 2016
A Parigi vince Piccioli. Battuti Chiuri, Jarrar e Vaccarello

Pierpaolo Piccioli

Parigi incorona un vincitore tra i suoi ‘esordienti’ di lusso. Al termine della settimana della moda, tre importanti riferimenti della stampa internazionale (Vogue.come, New York Times e Business of Fashion) sono stati piuttosto unanimi nel promuovere Pierpaolo Piccioli come unico direttore creativo di Valentino. Mentre invece sono stati valutati con cautela, e qualche critica, i debutti in Dior di Maria Grazia Chiuri (ex co-designer di Valentino con Piccioli); in Lanvin di Bouchra Jarrar; in Saint Laurent di Anthony Vaccarello.

“Piccioli ha superato la prova a pieni voti non solo soddisfacendo le aspettative ma superandole”, scrive entusiasta Sarah Mower su Vogue.com. “La più grande sorpresa – scrive Business of Fashion – non è stata quanto Piccioli abbia cambiato tutto, ma come sia stato in grado di mantenere le cose semplici visto il suo dichiarato appetito per l’anarchia e una studiata dimenticanza”. Più cauta Vanessa Friedman sul New York Times che ritiene la versione di Piccioli “non così diversa da quella precedente” pur ammettendo che “ha senso”. “Mr Piccioli – spiega – dopo tutto ha aiutato a delineare la precedente estetica di Valentino. In parte è sempre stata una sua espressione”.

Meno entusiasti i pareri sugli altri esordi in calendario. Bouchra Jarrar, neo direttore creativo di Lanvin, ha ricevuto il plauso del New York Times ma, allo stesso tempo, non convince completamente i critici di Business of fashion e Vogue.com. Entrambi si chiedono come reagiranno le giovani clienti affezionate allo stile di Alber Elbaz, al timone del marchio francese per quattordici anni, in seguito alla sua semplificazione stilistica: “L’insistenza di Jarrar sull’innata compatibilità con Jeanne Lanvin (fondatrice del marchio, ndr) suona come un voler prendere le distanze dagli anni in cui Elbaz ha dato vita alla maison per una nuova generazione”, scrive BoF. “Probabilmente – aggiunge – Jarrar ha bisogno di lavorare di più per capire cosa significhi un nuovo abito Lanvin per una donna moderna”.

L’omaggio alla scherma con cui la prima collezione Dior disegnata da Maria Grazia Chiuri ha esordito sulla passerella è stata recepita con scetticismo da BoF: “Ha scelto la scherma come leitmotiv. Strano”. Non sembrano aver convinto alcune proposte che ricorderebbero la precedente esperienza stilistica: alcuni abiti ricamati con motivi ispirati ai tarocchi sono stati etichettati come “reminiscenza del lavoro per Valentino” (Vogue.com). “Mrs Chiuri – scrive il New York Times –  ha detto che erano un’allusione all’amore di Dior per i tarocchi, ma in pratica richiamano il suo lavoro come co-designer di Valentino”

Anthony Vaccarello rompe il ghiaccio alla direzione creativa di Saint Laurent, ma l’omaggio all’estetica anni 80 dello storico brand francese non viene pienamente apprezzato dal New York Times: “Ora che è stato fatto – si legge -, forse Mr. Vaccarello può lasciarsi alle spalle l’ovvio, iniziare a estrarne l’essenza e andare oltre”. Per BoF si tratta invece di un “inizio promettente”, mentre Vogue.com è più cauto: “Il tempo ci dirà che tipo di leader sarà, e la prova sarà in cosa riempirà veramente i negozi”.

 

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