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Bhs non si salva, chiude i battenti

Di Giulia Sciola
07 Giu 2016
Bhs in amministrazione controllata

Uno store Bhs

Niente salvataggio per British Home Stores. In assenza di acquirenti, la catena di grandi magazzini inglesi, fondata nel 1928, si prepara infatti a chiudere i battenti a danno di circa 11mila dipendenti. Stando a quanto annunciato dagli amministratori giudiziari dello studio Duff & Phelps in una nota ufficiale, infatti, i 163 punti vendita dell’insegna chiuderanno progressivamente nelle prossime settimane. Bhs era stata posta in amministrazione giudiziaria a fine aprile a fronte dei suoi problemi finanziari: “Abbiamo ricevuto diverse offerte, ma con nessuna è stato possibile finalizzare un accordo in ragione dei finanziamenti necessari per assicurare un avvenire all’azienda”, ha dichiarato lo studio Duff & Phelps.

L’insegna era stata rilevata lo scorso anno dall’imprenditore Dominic Chapell al prezzo simbolico di una sterlina. A vendere era stato il gruppo Arcadia, controllante, tra le altre, delle insegne inglesi Topshop, Topman, Miss Selfridge e Dorothy Perkins. Quello di Bhs, che secondo la stampa inglese avrebbe accumulato debiti per 1,3 miliardi di sterline, è il maggiore fallimento del settore nel Regno Unito dopo quello dei grandi magazzini Woolworth nel 2008.

 

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