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Martelli, la fabbrica che maltratta i jeans

Di pbadm
11 Dic 2006

Adriano Goldschmied, è passato alla storia del jeans per aver sfornato marchi come Goldie, Diesel e Replay. Giovanni Petrin, direttore generale della Martelli Lavorazioni Tessili, ha una storia diversa, che però si intreccia, fin dagli anni Settanta, con quella di Goldschmied e del Genius Group. Il gruppo Martelli ha oggi quattro stabilimenti in Italia e due all'estero (in Romania e Turchia); dà lavoro, direttamente, a 1.500 persone e chiuderà il 2006 con circa 100 milioni di fatturato. Nessuna fabbrica del gruppo produce tessuti o confeziona capi: Martelli è specializzata in tinture e il suo punto di forza sono i trattamenti dei jeans.


«All'inizio degli anni Ottanta le nostre commesse venivano quasi tutte dal Genius Gròup ricorda Petrin. Quando Adriano liquidò la società dovemmo inventarci qualcosa di nuovo. Avevamo già accumulato un certo know how nel lavaggio e finissaggio del denim e pensai di proporrei nostri servizi ai brand americani. Partii per gli Usa con una valigia di campioni. All'epoca i Levi's costavano massimo 20-30 dollari, io proponevo delle soluzioni che avrebbero fatto lievitare il prezzo finale per il consumatore a cento e passa dollari. Oggi è normale, allora poteva sembrare una follia». Le collaborazioni con i brand americani ci sono state e alcune proseguono. «Ma oggi la maggior parte dei nostri clienti sono europei».


Oggi per dare ai jeans quell'aspetto vissuto e personalizzato possono essere necessari 14 lavaggi e un certo numero di lavorazioni a mano. «Credo che dopo aver visitato il nostro stabilimento, spiega Petrin, chiunque capirebbe perché un jeans può costare più di un pantalone in velluto o in un altro materiale pregiato». Passando tra carrelli colmi di jeans si possono vedere decine di brand diversi: da Diesel e Replay a cK (Calvin Klein), D&G (Dolce & Gabbana) e Pierre Cardin, da Belstaff a Gas e Levi's.


Inventarsi due collezioni all'anno non è facile: per questo gli stilisti (e non solo quelli che lavorano con il denim) chiedono a chi fornisce loro il tessuto un aiuto concreto perla fase creativa. «Qui a Vedelago abbiamo un team che collabora con gli uffici stile dei vari brand, dice Petrin. E i nostri clienti principali hanno persino una stanza tutta per loro, dove possono venire a lavorare anche ogni giorno, se lo desiderano».


Estratto da Il Sole 24 Ore del 9/12/06 a cura di Pambianconews

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