L'ultima battaglia tra le grandi griffe si affronta nel territorio degli accessori. Quello della borsetta è tra i business più redditizi: assicura un ritorno sull'investimento maggiore di quanto faccia il resto; attira la clientela e la fa entrare nel negozio; esprime i valori di un marchio molto più facilmente di quanto faccia un vestito. E le donne oltre a comprarle per se, ne fanno un classico oggetto da regalo perché è più facile attribuirgli un valore.
La pelletteria è il segmento che, nell'ambito del lusso, ha venduto di più negli ultimi 6-7 anni. Le borse rappresentano l'11% del mercato del lusso che a livello mondiale vale 144 miliardi di euro. Sta crescendo più rapidamente di ogni altra categoria. L'anno scorso è stato registrato un aumento del 14% rispetto ad una crescita media del mercato del lusso del 7%, in confronto al 5% dell'abbigliamento, al 7% delle calzature, al 9% dei gioielli e al 4% dei cosmetici. Ci aspettiamo che la pelletteria cresca del 10% nei prossimi anni, rispetto al 5% dell'abbigliamento.
Primi in questo business rimangono i colossi della moda che nella borsa hanno il loro core business. Secondo stime di mercato la classifica internazionale vede al primo posto Louis Vuitton, seguito da Gucci, Coach, Prada ed Hermes. Ad eccezione di Coach, che non appartiene al mondo del lusso, gli altri marchi, storici in questo settore, nel corso degli anni hanno messo sul mercato dei modelli che sono diventati dei classici come la Kelly di Hermes, la Monogram di Vuitton, la borsetta trapuntata con catenella di Chanel. Il marchio Bottega Veneta, del gruppo Gucci, negli ultimi tempi si sta guadagnando un bel posto al sole nelle borse di extra lusso. E anche lei ha un modello diventato una vera icona per le “bag victims”, la Cabat.
Estratto da Affari&Finanza del 27/03/06 a cura di Pambianconews


