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Gildo Zegna: Così da Biella noi Zegna creiamo il lusso

Di pbadm
06 Mar 2006

II fatto che un'icona della moda come Tom Ford, lo stilista texano, l'abbia appena scelta come partner per la prima collezione uomo a proprio nome è solo l'ulteriore conferma di una delle chiavi del successo della Ermenegildo Zegna: la capacità di non farsi sfuggire le occasioni.


Lo spirito pioneristico insieme alla ricerca costante della qualità sono i punti di forza di un gruppo che oggi ha un giro d'affari di 713 milioni di euro, più di 5mila dipendenti, una quota di export dell'86%, undici stabilimenti produttivi in Italia e sette all'estero. Leader mondiale nell'abbigliamento maschile di lusso, Zegna è un gruppo totalmente integrato: compra la materia prima in giro per il mondo e sempre in giro per il mondo vende anche il prodotto finito direttamente al consumatore.


A muovere i primi passi nel tessile era stato Angelo Zegna, classe 1859, che aveva creato alla fine dell'800 una piccola azienda con 15 telai vicino a Biella, in un'area dove la lavorazione della lana risale al XIII secolo. Poi il fuoco distrusse tutto e Angelo ripartì con un nuovo stabilimento a Trivero: qui fu l'ultimo dei suoi dieci figli, Ermenegildo, che nel 1910 gettò la base dello sviluppo futuro.


L'azienda passata ad Aldo e Angelo (Ermenegildo morì nel 1966 a 74 anni) aveva più di 1.400 dipendenti ed esportava in 40 Paesi. Poi fu la volta di una grande intuizione: il passaggio al prodotto finito. Non solo tessuti ma anche vestiti. Per evitare passi falsi e testare il prodotto si preferì non spendere il nome Zegna: fu scelto il marchio Gritti per gli abiti e Cantara per i pantaloni. Prima di scendere in campo con il brand Zegna ci vollero quasi dieci anni e un'altra mossa da pionieri: l'apertura di negozi diretti. Era il 1980 e la prima scelta cadde su Parigi, allora al centro della moda. Solo cinque anni dopo arrivò il secondo negozio a Milano. Oggi sono 473 in tutto il mondo, 187 dei quali di proprietà.


La conquista dei mercati esteri era stata messa a puntonegli anni Settanta con una strategia nuova rispetto al passato. Spiega Gildo Zegna: «Prima in Spagna, poi negli Stati Uniti e in Giappone abbiamo creato nostre società in loco, scavalcando la figura dell'agente, che allora spadroneggiava». All'estero venne portata anche una parte della produzione (ma il made in Italy resta prevalente): negli anni Settanta, le linee su misura, che avevano bisogno di un servizio impeccabile, furono spostate in Svizzera, nel Canton Ticino. Ma la forza delle radici biellesi non è mai venuta meno. E si riflette anche nella capacità della famiglia, ora alla quarta generazione, di esprimere una leadership condivisa e nello stesso tempo mantenere il coinvolgimento diretto in azienda (oltre a Gildo a Paolo, vi lavorano anche Anna, Benedetta, Laura a Renata Zegna). Il capitale è equamente diviso tra i discendenti dei due rami (Aldo, deceduto net 2000, e Angelo, attuale presidente del gruppo).


Nel frattempo, il centro nevralgico si è spostato a Milano, dove, tra due anni sarà pronto il nuovo quartier generale dove confluiranno i nuovi uffici e verrà esplorato il business nell'abbigliamento donna. «Cercheremo di far venire i clienti sempre più a Milano, conclude Gildo Zegna. Visto che Tom Ford ha scelto noi ci sarà sempre più gente che viene qui».

Estratto da Il Sole 24 Ore del 5/03/06 a cura di Pambianconews


 

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