
I migliori sono quelli che viaggiano con una crescita sopra il 20% l'anno. Aziende capaci di investire sulla ricerca del prodotto, che hanno una forte politica di marca e investono molto in pubblicità. Pambianco Strategie di Impresa ha tracciato l'identikit di trenta “best performer” nella moda, le società che sono cresciute di più tra il 2001 e il 2004. L'analisi, che sarà presentata oggi a Milano al convegno «Rinnovare il modello di successo del made in Italy», ha selezionato trenta campioni tra 500 società della moda italiana.
In un triennio difficile, i campioni sono riusciti a crescere del 67% e a registrare un Ebitda medio del 17,4% l'anno. Il panorama è guidato da due marchi giovanissimi: anche per questo motivo, di fronte a fatturati relativamente bassi gli incrementi sono stratosferici. L'aggettivo è d'obbligo per Guru, capace in tre anni di moltiplicare il suo fatturato per cinquanta (+5.141%), seguita dai veronesi di Franklin & Marshall, con il 667% di incremento, mentre il terzo posto va alla Falber, esplosa con il marchio John Richmond. Stilista inglese, proprietà divisa con l'italianissimo Saverio Moschillo.
Nella classifica dei primi dieci, l'unica quotata è Geox, e fra le altre venti migliori in Borsa c'è soltanto Tod's. La società di Diego Della Valle è ai piani alti della classifica della redditività, con un Ebitda medio del 22,2% sul fatturato negli ultimi tre anni. La superano Diesel e Dolce & Gabbana e soprattutto Rebecca, azienda di gioielli con un Ebitda del 31,8% l'anno.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 8/11/05 a cura di Pambianconews


