
La coppia Moda&Borsa vive un ritorno di fiamma. Sulla scorta dei buoni risultati esibiti dalle maison nei bilanci semestrali, gli analisti finanziari al grido di buy, che in linguaggio borsistico significa comprare, spingono al rialzo i titoli quotati. Del resto i portabandiera del lusso made in Italy hanno le carte in regola per piacere agli investitori. A cominciare dal gruppo Tod's capitanato da Diego della Valle, che nei primi sei mesi di quest'anno ha portato a casa la crescita più corposa degli ultimi dieci anni. Per continuare con Bulgari che nonostante una lieve flessione dei risultati, dovuta a forti investimenti, secondo le previsioni dei report delle banche d'affari vedrà il suo titolo rientrare nella categoria degli outperformer.
Mbfg, Mariella Burani Fashion Group, che marcia a suon di acquisizioni e investimenti per rafforzare la sua rete distributiva in tutto il mondo, nella semestrale 2005 ha fatto registrare un giro d'affari di 218 milioni di euro, anche qui in aumento a due cifre rispetto ai primi sei mesi del 2004. Per non parlare di Valentino, recente matricola di Borsa, che sin dal suo debutto ha infiammato il listino di piazza Affari. La Maison Ferrè, in pancia al gruppo It Holding del cavalier Tonino Perna, ha rafforzato i ricavi a 51,3 milioni di euro: il 5 3% in più rispetto allo stesso periodo del 2004.
Anche i gruppi del lusso d'Oltralpe hanno accelerato il passo: Ppr, il gruppo guidato da Francois Pinault che tra i tanti marchi controlla Gucci, ha visto un'escalation degli utili del 12,5% a quota 169,6 milioni contro una previsione già rosea che si aggirava intorno a 120-140 milioni. Un risultato che ha fatto dire all'amministratore delegato di Gucci, Robert Polet: «Dato il profilo e la forza dei nostri marchi, il gruppo può crescere un po' più del mercato. Se il mercato guadagna il 5%, Gucci potrà guadagnare il 7%».
Insomma, come si usa dire nel milieu della finanza: denaro chiama denaro. In altre parole i titoli del fashion quotati macinano utili, distribuiscono dividendi e la gente se li compra. Portando nuove risorse alle società. E' ben per questo che è ormai opinione diffusa e condivisa, che i marchi della moda (e non) per crescere devono accedere al mercato dei capitali: andare in Borsa. «Per affermarsi, imporsi come realtà profittevoli e vincere la concorrenza in un'economia ormai globalizzata spiega Carlo Pambianco voce autorevole e consulente dell'universo luxury, fashion & design, le aziende devono fare forti investimenti sulla politica del marchio; sulle reti di vendita, sulle risorse umane, sulla comunicazione. Tutte attività che costano molto. E dunque, quando si tratta di giovani imprese, evidentemente non hanno le risorse per finanziare necessarie. Giocoforza cercarle in Borsa».
Estratto da Affari&Finanza del 3/10/05 a cura di Pambianconews


