Louis Vuitton compie 150 anni e conquista il Sudafrica. Forse non è un caso che il brand di lusso più forte al mondo nel settore degli articoli da viaggio, ma non solo, sia l'apripista di nuovi mercati di consumo secondo una politica di sviluppo di medio-lungo termine. Non è infatti una novità per la maison francese, sbarcata in Giappone nel 1978 (e oggi presente con una cinquantina di negozi), a Hong Kong nel 1979, in Sud Corea nel 1996 (16 store) e prima ad aver creduto nelle potenzialità della Cina nel 1992, dove ora ha 13 store (quarto mercato di distribuzione dopo Europa, Giappone e Stati Uniti). Ora è la volta di India e Sudafrica, per un totale di 335 negozi in tutto il mondo interamente controllati dalla marca sul piano estetico, finanziario e commerciale.
«I mercati del futuro sono l'India e il Sudafrica», afferma il direttore generale per il mondo Serge Brunschwig, «noi prepariamo il terreno con grandiose azioni di marketing e l'apertura di negozi che fanno parlare di sé. In questo modo creiamo un impatto emotivo e iniziamo a far conoscere l'universo Louis Vuitton nei nuovi mercati di consumo, dove ci rivolgiamo alle nicchie di lusso». E a fine ottobre, l'approdo a Johannesburg, con uno store Vuitton presso il Sandton City Shopping Mall, porta d'accesso al volto meno noto del continente africano, quello della ricchezza.
La politica perseguita è quella di un'anticipazione sui nuovi mercati secondo una logica di controllo diretto sull'intera catena del valore: la produzione, da sempre di qualità e dell'eccellenza, è per lo più concentrata in Francia e la distribuzione è affidata esclusivamente a negozi di proprietà. «È una strategia vincente», afferma Brunschwig, «riteniamo che i negozi continuino a essere la migliore forma di promozione per un marchio di lusso. In particolare nel 2004 per i 150 anni di vita dell'azienda, abbiamo accelerato il processo di espansione con ben 21 nuove aperture, dal New York Building sulla 5th Avenue a Manhattan con 1.200 metri quadri, vero e proprio evento mediatico, a Osaka, a Shanghai».
Estratto da Espansione del 13/01/05 a cura di Pambianconews


