La prossima donazione alla città avrà la firma di Giorgio Armani e l'allure dei suoi vestiti. Sì, il «regalo» è proprio l'intera collezione di abiti dello stilista. Che ieri a Roma, durante la presentazione della mostra antologica sulle sue creazioni ha annunciato: «Voglio donare i miei abiti e le mie collezioni alla città di Milano in uno spazio che possa finalmente essere definito l'ultimo. Non voglio vederli morire cellofanati». Già, Re Giorgio «ama Roma ma sceglie Milano». La dichiarazione d'amore avrebbe innervosito qualsiasi donna ma in cambio ha reso felici gli amministratori cittadini. «Sapevamo di questo lascito, ha dichiarato Giovanni Bozzetti, parlando anche a nome del sindaco, ma abbiamo aspettato che fosse Armani a renderlo pubblico. Ne abbiamo discusso insieme più volte, la prima in occasione di una serata quattro mesi fa, poi durante l'inaugurazione del privè in via Manzoni, infine a Palazzo Marino al premio Milano per la moda».
«Siamo molto orgogliosi che Armani ci abbia scelto, ha aggiunto l'assessore Bozzetti. È importante lasciare una testimonianza di quello che ha rappresentato la moda negli ultimi trent'anni. E i sondaggi dimostrano che il nome di Armani è il più conosciuto all'estero, perfino un gradino sopra Maldini». Bozzetti sta «valutando una sede degna insieme con il comitato di presidenza: «Stiamo facendo una ricognizione, l'ipotesi più accreditata, al momento, è in zona Garibaldi, dove sorgerà la città della moda. L'ultima cosa che vorremmo fare è lasciare cellofanata la collezione di Giorgio Armani. Come mi immagino il posto che ospiterà i vestiti? Un luogo di culto, visitato da residenti e da turisti, un posto dove non si potrà fare a meno di entrare venendo a Milano…».
E se sono sempre i sondaggi a dimostrare che il 70 per cento dei turisti arriva in città per conoscere la capitale della moda, «sono ancora le indagini a dire che la metà di questi visitatori ritorna a casa con un capo griffato in valigia». Ben venga, allora, la collezione permanente. Che sarà tutt'altro dal Museo della moda. «Il museo sarà trasversale alla moda, ha spiegato Giovanni Bozzetti, metterà in luce le arti correlate al mondo degli abiti e degli accessori. Questo atelier permanente, invece, è qualcosa in più: l'insieme delle creazioni di un grande artista, che verranno continuamente sostituite. In itinere, insomma».
Estratto da Il Giornale del 6/05/04 a cura di Pambianconews


