La partita di Giacomelli è ancora sul filo del rasoio. In attesa che scenda in campo un #'cavaliere bianco'' (Decathlon , Cisalfa e la francese Go Sport , secondo indiscrezioni, avrebbero in mano il dossier) a giocarla rimangono due squadre. Da un lato Giacomelli, che venerdì scorso ha dichiarato l'intenzione di chiedere al Tribunale di Rimini l'amministrazione controllata per alcune società del gruppo con la collaborazione dello studio Gnudi di Bologna. Dall'altro i creditori e i fornitori: dopo aver depositato presso lo stesso Tribunale di Rimini per conto della società Ande srl di Lecco la prima istanza di fallimento, l'avvocato Maurizio Spinella sta infatti valutando di presentare ulteriori istanze per conto di altri clienti.
Le difficoltà per il gruppo Giacomelli sono iniziate nel luglio scorso, quando ha rilevato per 76 milioni di euro Longoni Sport . Per operare questo #'colpo'', Giacomelli utilizzò buona parte del prestito obbligazionario da 100 milioni (che sarebbe dovuto servire ad altro) collocato pochi mesi prima da Abaxbank e Banca Akros. Non solo. In pochi mesi il gruppo ha anche aperto 45 nuovi punti vendita, raschiando ancora di più nel #'barile'' della liquidità. Non solo. Secondo indiscrezioni raccolte sul mercato, Giacomelli in quei mesi avrebbe anche rimborsato una serie di linee di credito bancarie.
Nei mesi scorsi il gruppo Giacomelli ha quindi cercato con tutte le forze un salvataggio in extremis. In un primo momento, secondo indiscrezioni, ha iniziato a trattare col sistema bancario per la concessione di un prestito sindacato da 30 milioni di euro. Poi, una volta svanita questa possibilità, ha iniziato a lavorare su un piano di ristrutturazione, strutturato su più livelli: aumento di capitale di 50,37 milioni, riscadenziamento del debito con i fornitori, ristrutturazione di quello con le banche.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 4/06/03 a cura di Pambianconews


