Su un punto sono tutti d'accordo: la prima metà del 2003, non verrà ricordata come un semestre di lusso. Guerra, Sars e dollaro debole si presentano infatti un cocktail esplosivo per le aziende del settore che pure prevedevano di poter superare la crisi a partire dalla primavera. Ma, purtroppo, sembra che le cose siano destinate ad andare diversamente. Se i dati del primo trimestre si sono abbastanza «salvati», grazie a un buon gennaio (+10% l'eps del settore, che indica la percentuale dei guadagni sul totale del fatturato), quelli di aprile-giugno, saranno penalizzati dal continuo rafforzamento dell'euro sulle principali valute e dall'effetto della polmonite atipica.
Secondo uno studio di Merrill Lynch, quest'anno la Sars causerà un crollo del 40% delle vendite in Cina, Hong Kong e Singapore con un impatto negativo del 3% sull'eps dell'intero
comparto del lusso. La casa di investimento Usa ha infatti corretto al ribasso quasi della metà le sue stime sulla crescita dei beni di lusso 2003 al 4,8%. Tuttavia ogni regola ha le sue eccezioni. Le aziende Usa, ad esempio, nel 2003 avranno un doppio vantaggio rispetto al made in Italy e ai colossi francesi. Il dollaro debole, innanzitutto, che consentirà loro di disporre di listini più competitivi che consentiranno di aumentare l'esportazione. Inoltre, particolare di non poco conto, potranno contare su una settimana in più di consolidato fiscale (ogni sei anni le azienda americane contabilizzano in bilancio una settimana in più).
è il caso di Tiffany, che ha riportato un'ottima trimestrale, ma la regola non vale già per Luxottica. La società che fa capo a Leonardo Del Vecchio infatti, trae il 70% dei ricavi in Usa, per cui è legato a doppio filo al dollaro e all'andamento dei consumi Usa. Tuttavia, anche grazie all'Opa lanciata da Del Vecchio sull'australiana Opsm, i broker tornano a indossare gli occhiali rosa di fronte all'azienda, in attesa di operazioni finanziarie. Grande rispetto anche per i conti di Tod's, che pure veleggia su quotazioni basse rispetto ai fondamentali. I giudizi degli analisti su Bulgari sono invece piuttosto tiepidi. La società guidata da Francesco Trapani, sia per Morgan Stanley, che per Merrill Lynch è una di quelle che soffrirà di più l'effetto Sars.
Estratto da La Stampa del 19/05/03 a cura di Pambianconews


