Finpart, la società guidata da Gianluigi Facchini e proprietaria di marchi come Cerruti, Frette e Pepper, da qualche tempo è oggetto di attenzione della Consob, che ne segue l'andamento «con preoccupazione». Tanto che pochi giorni fa, a fine marzo, ha inviato una lettera agli amministratori chiedendo loro di informare il mercato su tutta una serie di questioni: dallo stato di elaborazione del piano industriale all'analisi della composizione della posizione finanziaria netta non solo di gruppo ma anche per singola società, fino alle linee di intervento per la copertura del fabbisogno finanziario. Richieste alle quali, secondo quanto si apprende, il gruppo milanese avrebbe risposto solo in parte con il comunicato stampa con il quale, il 31 marzo scorso, ha reso noti i risultati dell'esercizio 2002.
L'attenzione dell'organo di controllo si sarebbe intensificata soprattutto da quando Finpart che si trova in una situazione delicata già per conto suo, ha stretto i suoi rapporti con Olcese, il gruppo produttore di filati che figura tra i «sorvegliati speciali» (cioè, le società per le quali è in dubbio la continuità aziendale) della Consob. II gruppo di Facchini, infatti, ha recentemente acquisito il 29,6% di Olcese, quasi in contemporanea con l'ingresso della libica Lafico (secondo azionista di Olcese con il 21,7%) nel capitale di Finpart.
La società paga la strategia di aver costituito un gruppo della moda tutto a debito e proprio alla vigilia dello scoppio della crisi dei mercati finanziari edella crisi economica, che hanno influito pesantemente sul settore del lusso. Secondo i dati diffusi all'inizio della settimana scorsa, Finpart ha un fatturato di 458,2 milioni di euro, peraltro cresciuto in maniera significativa (+8,3%) rispetto al 2001. E lo scorso anno è ritornata all'utile operativo (2,6 milioni di euro). Ma la posizione finanziaria netta, pur migliorata in un anno, è negativa per 402,3 milioni di euro, nonostante l'aumento di capitale da 100 milioni realizzato pochi mesi fa e nonostante le dismissioni realizzate.
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Estratto da CorrierEconomia del 7/04/03 a cura di Pambianconews


