«Non avendo capitali ho iniziato da un articolo che potevo produrre senza espormi troppo, ovvero una linea di cravatte. Ma erano gli anni Settanta, quelli della contestazione giovanile, e nessuno portava la cravatta». Così Tonino Perna, classe 1947, inizia la sua carriera nel mondo della moda con un insuccesso. Ma pronto a riprovarci subito perché, «senza serietà e ottimismo non puoi fare l'imprenditore».
«è stata dura perché, oltre a non avere i mezzi finanziari, non avevo neanche amici o colleghi da prendere a modello e con cui consultarmi, precisa il presidente e amministratore delegato di It Holding, Isernia è un posto piccolo e non è molto industrializzato». Il primo finanziatore? Il signor Marco Incollinco che cede a credito ai fratelli, Remo eTonino, tre macchine da cucire. Nel 1985 il primo salto di qualità. Ittierre Holding (IT Holding dal 2000) ha come primo cliente Nicola Trussardi, che affida all'azienda la produzione della linea Jeans e quella Action del marchio del cavallino.
L'esempio di Trussardi viene seguito da altri stilisti: in primo luogo Gianni Versace, poi Domenico Dolce e Stefano Gabbana e infine, anche l'architetto stilista Gianfranco Ferré stipula un contratto di licenza per la sua linea Jeans.
Subito dopo il collocamento in Borsa arriva il periodo delle grandi acquisizioni: Gianfranco Ferré, Malo, Romeo Gigli, Gentryportofino, Husky. Ma diversifica anche la sua attività negli occhiali attraverso Allison e nei profumi con ITF Spa.
Come si governa una crescita così impetuosa e un po' disordinata? Ci vuole serietà («siamo cresciuti, protesta con orgoglio Perna, tuttavia, al di là delle dimensioni che ha raggiunto It Holding, in quanto a qualità non mi sono mai sentito secondo a nessuno»), ma anche organizzazione.
Estratto da Finanza & Mercati del 26/03/03 a cura di Pambioanconews


