«In tutta la storia del design italiano tutti i grandi designer sono stati degli architetti» dice Alberto Alessi, a capo dell'azienda omonima. E comunque a reinventare il design di Alessi nel 2003 sono ancora una volta degli architetti. Alessi con Alessandro Mendini, l'architetto che da sempre collabora con l'azienda, hanno appena finito di lavorare ad un progetto durato tre anni, che verrà ospitato alla Triennale di Milano in occasione dell'imminente Salone del Mobile.
Questa nuova operazione cosa significa sotto il profilo strategico per Alessi? «Non è che finisca un ciclo, risponde l'imprenditore. Continueremo a lavorare anche con i nostri progettisti di sempre, ma si apre una strada nuova che sarà in grado di portare sullo scenario internazionale nuovi talenti provenienti dall'architettura che non hanno mai fatto design prima e che saranno i nuovi Aldo Rossi e Michael Graves». La lista degli architetti che hanno lavorato al progetto è veramente lunga e altisonante. Ce ne sono di famosissimi inglesi, americani, australiani, francesi, giapponesi, italiani, spagnoli e ungheresi.
Intanto il 2002 si è chiuso senza registrare crescite, in linea con il fatturato dell'anno precedente di circa 90 milioni di euro e un utile netto di 2,5 milioni di euro. «Continua a franare il mercato tedesco, commenta Alessi. Tiene bene il mercato italiano e anche gli Stati Uniti e il Giappone. L'Inghilterra dà buoni risultati». Anticipa: «Per quest'anno abbiamo messo in cantiere una crescita del 15%, una previsione fatta in base alla mole dei nuovi prodotti che mettiamo in vendita, ma questo inizio d'anno continua ad essere pessimo». Ad aprile aprirà il primo negozio parigino diretto di Alessi che si aggiunge ai cinque esistenti.
Estratto da Affari & Finanza del 24/03/03 a cura di Pambianconews


