La moda donna, che pesa ben il 40% dell’attività produttiva italiana tiene e chiude il 2002 in sostanziale parità rispetto al 2001 (-1,6%). Un risultato discreto ma sicuramente meno brillante della crescita registrata nei due anni precedenti , superiore complessivamente al 10%.
L’attivo commerciale evidenzia invece un calo dell’8%, a 3.959 milioni di euro, tornando sui livelli del ’98. Le vendite all’estero hanno comunque superato il 56% del totale, una quota ben superiore a quella degli anni precedenti. Tra i segmenti merceologici quelli ad aver sofferto maggiormente secondo i dati SMI sono stati l’abbigliamento in pelle e la maglieria esterna.
Tra i principali paesi clienti al primo posto rimane la Germania, pur nel suo calo cronico (-16% delle importazioni dall’Italia nell’ultimo anno) con 586 milioni di euro, seguono la Francia (+4,7%) con 421 milioni e gli USA (-21%). Con 379 milioni. In forte crescita la Russia, ormai ottavo paese cliente con 141 milioni di euro di importazioni.
Le importazioni si stimano in crescita, nel 2002, del 7,6%, pari a 2.580 milioni di euro e un’incidenza sui consumi interni del 3,5% (+ 2 punti) anche se su questo fdato pesa il crescente ricorso delle imprese italiane alla delocalizzazione produttiva. VAi primi 3 posti ci sono infatti la Romania, la Cina e la Tunisia.
I consumi, infine secondo i dati forniti da SMI, sono in crescita del 2% in valore e stabili in volumi.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 23 febbraio a cura di Pambianconews


